SCARTO

Diminuzione, aumento o comunque differenza tra due valori, in genere tra due prezzi. Ricorre in banca l’applicazione di uno scarto nell’operazione di anticipazione su titoli: dalla loro valutazione al prezzo corrente va detratta un’aliquota per tutelarsi nei confronti di un’eventuale discesa dei valori dati in garanzia o pegno. Generalmente, tale scarto viene calcolato in misura fissa prestabilita per i titoli emessi dallo Stato o da esso garantiti, mentre per altri titoli, specie societari, esso viene concordato e determinato secondo la bontà del titolo. L’applicazione di uno scarto, per le stesse ragioni ricorre anche nelle operazioni di riporto. La banca che prende titoli a riporto versando denaro contante, si garantisce contro il rischio che il corso dei titoli discenda e che il riportato non si presenti alla scadenza dell’operazione a restituire il denaro ed a riprendersi i titoli, calcolando al momento della concessione del riporto i titoli al prezzo corrente, diminuito di uno scarto più o meno sensibile a seconda della bontà degli stessi, della maggiore o minore stabilità dei loro casi, della solidità del cliente e della previsione di eventi che possano influire sull’andamento del mercato finanziario. Con la parola scarto si denota anche lo “stacco” che si determina nella quotazione dei titoli, secondo che siano negoziati a fermo o a premio, oppure lo “stacco” nel corso del cambio secondo che la carta negoziata sia a breve o a lunga scadenza. Si definisce “scarto d’emissione” anche la differenza tra il valore nominale di un titolo ed il suo prezzo di collocamento. Generalmente tale differenza è considerata come un maggiore interesse corrisposto al sottoscrittore, assumendo di conseguenza l’aspetto di un onere pluriennale per l’emittente dei titoli. Particolare importanza riveste la tecnica usata per l’ammortamento dello scarto. A tale riguardo sia l’art. 14 del d.p.r. 9.9.1973 n. 598, sia l’art. 2425 c.c. puntualizzano che l’ammortamento della differenza tra le somme dovute a scadenza e quelle ricevute all’atto dell’emissione dei titoli, debba avvenire in conformità al piano di ammortamento del prestito.