SCALA MOBILE

Meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’aumento del costo della vita basato su un paniere di beni e servizi che, almeno a livello teorico, dovrebbe rispecchiare i consumi mensili della famiglia tipo di un lavoratore dipendente dei settori extra agricoli. Rilevati periodicamente i prezzi dei beni e servizi contenuti nel paniere ed ottenuta, in tal modo, la spesa globale mensile di una famiglia tipo, questa viene rapportata al periodo immediatamente precedente per determinare l’incremento percentuale del costo della vita. La scala mobile è stata introdotta da accordi interconfederali nel 1945-46 nel settore industriale, poi estesa ad altri settori, tra cui il credito e il pubblico impiego. Nel tempo si sono succeduti vari meccanismi di calcolo e di periodicità di applicazione, nessuno dei quali esente da critiche per la sua possibile traduzione in veicolo di inflazione (soprattutto per l’automatismo con cui ciascuno di essi trasferisce nel circuito economico interno le variazioni di prezzo delle principali materie prime acquistate all’estero, il petrolio in primo luogo). Per grandi linee, si è passati da sistemi che hanno determinato dapprima l’attribuzione di incrementi percentuali sulle retribuzioni, poi l’erogazione di quote fisse per ogni punto di variazione dell’indice del costo della vita e, infine, l’applicazione delle variazioni del predetto indice al 100% su una parte (non molto significativa) della retribuzione ed al 25% sul rimanente. Tale ultimo meccanismo, fissato per tutti i settori con la l. 26.2.1986 n. 38 è scaduto il 31.12.1991.