REPUBBLICA POPOLARE CINESE - RPC (ENCICLOPEDIA)

Abstract

La Repubblica Popolare Cinese (RPC) viene fondata a Pechino da Mao Zedong nel 1949 dopo la vittoria del Partito Comunista Cinese (PCC).  Dal 1971 fa parte del sistema delle Nazioni Unite ed è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La RPC, inoltre, fa parte di numerose organizzazioni internazionali come ad esempio: World Trade Organization (WTO), Asia Pacific Economic Cooperation (APEC), Associazione  delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN), Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO). La RPC ha un sistema di Governo di tipo autoritario guidato dal PCC e un sistema economico misto caratterizzato dalla coesistenza di elementi tipici di un’Economia di Mercato con elementi di pianificazione economica. Grazie a questi fattori la RPC in poco tempo è diventata, per dimensione del Prodotto Interno Lordo (PIL), la seconda economia più grande al mondo dopo gli Stati Uniti. Ciò viene tradotto in campo internazionale in una strategia che tende a mettere a frutto il prestigio economico, facendo della rapida crescita lo strumento principale per attirare sotto la propria influenza le economie in via di sviluppo.

Sistema economico

La Costituzione cinese definisce il sistema economico cinese Economia Socialista di Mercato, ovvero un sistema in cui il regime socialista nato nel 1949 diviene compatibile con l’economia di mercato sviluppatasi dal 1978. La Cina ha inizialmente puntato sul Modello Sovietico di Sviluppo e su un’industrializzazione pianificata per assicurarsi l’indipendenza politica, mentre successivamente negli anni Ottanta ha avviato una transizione verso l’economia di mercato. Negli ultimi venti anni la RPC è stata protagonista di uno sviluppo economico incontestabile, con tassi di crescita del PIL superiori al 10% all’anno che hanno traghettato la Cina da Paese del terzo mondo a leader dell’economia mondiale. In questi decenni, infatti, la RPC è riuscita a superare gravi crisi dell’economia mondiale: da quella asiatica del 1997, allo scoppio della bolla speculativa all’inizio del 2000, fino alla recente crisi finanziaria. Lo sviluppo economico della Cina è uno dei fenomeni più importanti della storia economica mondiale dal secondo dopoguerra. Oggi la Cina è la prima detentrice del dei Titoli di Stato degli Stati Uniti e la maggiore finanziatrice del suo deficit.

La Tab.1 mostra i maggiori indicatori economici della RPC:

Fonte: Economist Intelligence Unit-Country Report China May 2013

Nella struttura economica odierna della Cina il basso costo del lavoro e l’enorme quantità di manodopera contribuiscono a dare vigore agli investimenti stranieri nel Paese favorendo la delocalizzazione delle imprese estere, tanto che le imprese con capitale straniero partecipano per un terzo della produzione industriale totale. Tra i Paesi in Via di Sviluppo la RPC è al primo posto per il flusso di Investimenti Diretti Esteri (IDE). Dal 2013 la RPC è la più grande esportatrice ed importatrice di merci del mondo con il saldo della Bilancia Commerciale in attivo di circa 200 miliardi di dollari. Questi fattori hanno “costretto” alcuni Paesi a rimodellare la proprie economie adattandole alle esigenze del “made in China”. Molti Paesi, vedendo il peggioramento del proprio deficit e la perdita di quote di mercato nei principali settori produttivi, utilizzano una corsa all’abbattimento dei costi di produzione per rimanere competitivi nel mercato internazionale. Inoltre, la possibilità, di collaborazione con Multinazionali e imprese estere presenti in Cina, ha permesso alle Imprese Pubbliche cinesi di sfruttare i modelli di gestione, di Corporate Governance, di organizzazione e strategie di mercato di tipo occidentale. Il settore industriale è quello che incide maggiormente sul PIL, seguito dal settore dei servizi e quello agricolo. Quest’ultimo è il settore che occupa il maggior numero di forza lavoro. Nonostante l’espansione del settore privato e la profonda trasformazione delle imprese statali grazie alle riforme economiche del 1978, esse continuano a giocare un ruolo fondamentale nella politica economica cinese.

Il sistema finanziario cinese prevede la proprietà pubblica delle banche (State Owned Bank-SOB), ed è regolato dalla Banca Centrale, la Banca Popolare Cinese (PBOC), che ne gestisce la Politica Monetaria, emette la moneta ufficiale (Renminbi Yuan) e regolamenta le altre istituzioni finanziarie. Oltre alla PBOC i principali istituti del Sistema Bancario Cinese sono la Banca della Cina (BOC), la  Banca Cinese per le Costruzioni (CCB), la Banca Cinese per l’Agricoltura (ABC), la Banca Cinese per l’Industria e il Commercio (ICBC). 

Sistema di Governo

La Costituzione è la legge fondamentale della RPC. Essa la definisce “uno Stato socialista di dittatura democratica popolare, guidata dalla classe operaia e basata sull’alleanza operai-contadini” ed attribuisce al Partito Comunista Cinese (PCC) la guida politica del Paese. La vita del PCC è caratterizzata dai Congressi Nazionali, convocati ogni cinque anni.

La Cina è una Repubblica popolare e ha un sistema di Governo di tipo autoritario. A differenza di molte forme di Governo occidentali basate sulla netta separazione dei tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), la Costituzione della RPC stabilisce come supremo organismo del potere statale l’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP) “guidata” esclusivamente dal PCC. Oltre al ANP le altre istituzioni fondamentali della Cina sono il Consiglio di Stato, il Presidente della RPC, la Corte Suprema del Popolo, il Procuratore Supremo del Popolo e la Commissione Militare Centrale.

1. Assemblea Nazionale del Popolo (ANP).

L’ANP è l’unica camera legislativa  che “ratifica” le decisioni del PCC e ha poteri legislativi, decisionali e di controllo sulle altre istituzioni cinesi. Elegge il Presidente della RPC, i membri del Governo (Consiglio di Stato), i membri della Commissione Militare Centrale, il Presidente della Corte Suprema e il Procuratore Supremo del Popolo. E’ costituita da 2970 membri in carica per cinque anni provenienti principalmente dal PCC ma dagli anni Novanta anche da altri partiti minori. Le principali funzioni dell’ANP sono quelle di revisionare la Costituzione, rivedere le leggi fondamentali e le altre leggi dello Stato, esaminare e approvare il piano per lo sviluppo economico e sociale nazionale, esaminare e approvare il Bilancio dello Stato e approvare l'istituzione di Province, Regioni autonome e Municipalità direttamente sotto il Governo centrale. L’ANP è, inoltre, composta dal Comitato Permanente, organo che svolge le funzioni dell'assemblea quando questa non si riunisce.

2. Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato, sinonimo di Governo centrale del popolo, è il massimo organo esecutivo e il più alto organo di amministrazione della RPC. Il Consiglio di Stato è composto dal Primo Ministro, dal Vice - Primo Ministro, dai Consiglieri di Stato, dai Ministri responsabili di Ministeri e Commissioni, dal Revisore Generale e il Segretario Generale. Il Consiglio di Stato è incaricato di eseguire i principi e le politiche del PCC e di applicare le leggi approvate dal ANP, si occupa di politica interna, diplomazia, difesa nazionale, finanza, economia e istruzione.

3. Presidente della Repubblica Popolare Cinese.

Il Presidente della RPC è il Capo di Stato della Cina, viene designato dal PCC ma eletto dall’ANP e resta in carica per cinque anni, rinnovabili consecutivamente per una volta. Ha il potere di promulgare le leggi adottate dall’ANP, può nominare e rimuovere dall’incarico i membri del Consiglio di Stato, gli Ambasciatori e i Ministri e ratifica o abroga i trattati internazionali. 

4. Corte Suprema del Popolo.

La Corte Suprema del Popolo è composta da più di 300 Giudici e fa parte del potere giudiziario della RPC insieme al Procuratore Supremo del Popolo ed è il massimo tribunale della Cina. Riferisce del proprio operato al ANP, supervisiona i tribunali popolari locali e quelli speciali, può pronunciare la condanna a morte.

5. Procuratore Supremo del Popolo.

E’ l’organo di massima importanza per la supervisione legale nonché massimo organo procuratore. Svolge funzioni di controllo sull’applicazione delle leggi dello Stato e di supervisione sulle procure regionali e speciali. È formato dagli uffici che sono dotati dell’esercizio dell’azione penale. Fa parte insieme alla Corte Suprema del Popolo del potere giudiziario della RPC.

6. Commissione Militare Centrale.

La Commissione Militare Centrale della RPC è il più alto organo militare dello Stato con la responsabilità di comandare tutte le forze armate del Paese. Resta in carica per un mandato di cinque anni e può essere rieletta. Il Presidente e i membri della Commissione Militare Centrale sono eletti dal ANP.

RPC nelle relazioni internazionali

La Cina è considerata la potenza in maggiore ascesa a livello internazionale, sia dal punto di vista economico che da quello politico. La RPC è infatti un membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU,  fa parte di numerose organizzazioni regionali (ASEAN, SCO, APEC) e con l’ingresso nel WTO e la partecipazione al G2, ha decretato la sua totale integrazione anche nell’economia mondiale. Gli evidenti risultati economici hanno portato la Cina in breve tempo a diventare l’economia più dinamica e grande del mondo seconda solo agli Stati Uniti, nonché a detenere la maggior parte dei Titoli di Stato americani. Inoltre, l’efficacia nell’utilizzo del Soft Power1 (vedi Nye 2004), da parte del Governo cinese quale “arma di seduzione” per i paesi in via di sviluppo, contribuisce ad alimentare le discussioni sulla reale capacità della RPC di offrire un modello di sviluppo originale rispetto al Washington Consensus americano e sull’ammissibilità del termine Beijing Consensus. Altre analisi portano invece gli studiosi delle teoria delle relazioni internazionali a considerare la politica estera cinese declinata nei “Cinque Principi della Coesistenza Pacifica” (rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità, non aggressione, non ingerenza negli affari interni, uguaglianza e reciproco vantaggio negli scambi commerciali e coesistenza pacifica) elaborati e codificati sin dal 1954 in un accordo commerciale tra Cina e India. Da allora nelle idee del PCC questi principi sono stati destinati a disciplinare le relazioni tra gli altri Stati e la Cina. Secondo questa visione la priorità cinese sembra consistere nel mantenimento della stabilità politica necessaria al perseguimento del proprio sviluppo economico e nel rifiuto di ogni pretesa egemonica.



1 Termine utilizzato per la prima volta da Joseph Nye nella teoria delle relazioni internazionali per indicare il potere di persuasione di uno Stato utilizzando risorse intangibili quali cultura, valori e istituzioni politiche. Tale termine si contrappone al Hard Power cioè il potere esercitato tramite la coercizione militare.

 

Bibliografia

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MARCHETTI R. – MAZZEI F. – PETITO F. (2010) Manuale di politica internazionale, Milano, Egea Editore (www.egeaonline.it/editore/catalogo/MANUALE_DI_POLITICA_INTERNAZIONALE.aspx)

NYE J. S. (2004) Soft Power. The means to success in world politics, Tampa, Foreign Affairs Pr. (www.foreignaffairs.com/articles/59732/g-john-ikenberry/soft-power-the-means-to-success-in-world-politics)

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ROSSI G. (2011) Stato e società in Cina. Comitati di villaggio, organizzazioni governative, enti pubblici, Torino, Giappichelli Editore (www.giappichelli.it/home/978-88-348-2000-1,3482000.asp1‎)

SHAMBAUGH D. (2013) China Goes Global: The Partial Power, New York, Oxford University Press (http://tinyurl.com/n4ysd6p)

THE PEOPLE REPUBLIC OF CHINA, (http://english.gov.cn/)

 

Redattore: Giovanni AVERSA