RUOLO DELLA SPECULAZIONE NELLA VOLATILITÀ DEI PREZZI DEL PETROLIO (Enciclopedia)

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Una caratteristica chiave del mercato del petrolio sono le frequenti fluttuazioni attorno a una media centrale (o livello di equilibrio), che si susseguono alternando variazioni di prezzo a rialzo o a ribasso, seguite poi da variazioni contrarie. Prezzi e livelli delle riserve possono oscillare considerevolmente a intervalli più o meno regolari, siano esse variazioni intraday o settimanali. Questo è in parte da attribuire a fattori deterministici quali i movimenti stagionali e in parte a fattori non prevedibili capaci di determinare il loro comportamento (generato dalla componente stocastica, ossia priva di una memoria storica). Nel primo caso le oscillazioni sono causate da diversi fattori, quali, tra gli altri, gli sviluppi geopolitici, fattori di domanda o di offerta e la minaccia di potenziali riduzioni. Nel secondo caso, la financialization dei prezzi del petrolio è risultata essere una delle cause dell’andamento instabile del prezzo del petrolio, essendo il prezzo stesso influenzato non solo dell’interazione tra domanda e offerta, ma anche dall’attività di trader finanziari.
Ripercorrendo le cause degli oil-shock degli anni settanta, è possibile individuare quale origine dello shock del prezzo del petrolio una riduzione nell'offerta mondiale di petrolio; oggi, diversamente, una delle cause principali del turmoil dello shock nell’estate del 2008 è senz’altro riconducibile alla domanda crescente da parte di paesi emergenti come India e Cina. In parallelo alla crescente domanda di petrolio sul mercato reale, vi è l’elemento finanziario che attraverso lo scambio di prodotti derivati, collegati alle commodity energetiche e in particolare al prezzo del petrolio, hanno visto un aumento nel numero di operatori finanziari coinvolti nell'accumulazione di posizioni short e long sugli oil-futures, principalmente nel mercato over-the-counter (OTC) (Fattouh, 2010). Questa crescente importanza del mercato dei futures, durante le ultime due decadi, è il risultato di importanti trasformazioni nel mercato internazionale del petrolio, come il cambiamento nel sistema internazionale dei prezzi, la massiccia entrata di nuovi players finanziari e il crescente numero nella diversità degli operatori, (come anche fondi assicurativi e di investimento). Come osservato da Alan Greenspan (2004), "it became apparent that the world industry was not investing enough to expand crude oil production capacity quickly enough to meet rising demand, increasing numbers of hedge funds and other institutional investors began bidding for oil”. Inoltre, vi è anche da considerare che una buona percentuale dei miliardi spesi per prodotti petroliferi finanziari siano da attribuirsi a grandi investitori finanziari quali banche e fondi di investimento che sembrano prendere a prestito l’espressione della Commodity Futures Trading Commission (Buysksahin ed al, 2008), “do not use the commodity as part of their business”. Come viene anche sottolineato da Pindyck (1990), vi è una forte convinzione che gli alti prezzi delle commodity non riflettano la reale interazione tra i fondamentali, bensì meccanismi finanziari che esulano da pure logiche di economia reale (figura 1).
Figura 1: Spread (% change) tra contratti futures a 1-4-8-mesi

Fonte: Elaborazioni dell’autore su dati Bloomberg

Inoltre, la domanda addizionale per la consegna di un barile fisico di petrolio ha come primo effetto quello di spingere al rialzo il prezzo spot del petrolio aumentando l'incertezza sul suo futuro livello. Ad ogni modo, la misura di questo incremento nella domanda originata dal canale speculativo, è ancora materia di estensiva discussione. Il senato USA (2006) ha stimato che gli “investimenti speculativi” di contratti futures sul petrolio siano in grado di incrementare il 20-30% alla quotazione corrente del barile. Inoltre, attraverso l'acquisto di sostanziosi quantitativi di contratti futures, gli speculatori hanno fornito un incentivo finanziario alle compagnie petrolifere per acquistare più petrolio e porre questo a riserva con il risultato di incrementare il livello di riserve petrolifere nel 2010 e raggiungere livelli complessivi mai registrati in precedenza.
Estendendo il modello di Moosa (1996), Silvapulle e Moosa (1999) definiscono la speculazione come la differenza tra il livello corrente e quello futuro dei prezzi futures. Pindyck (2001) include l'elemento speculativo nel termine d'errore, affermando che i fondamentali siano capaci di spiegare una parte consistente delle dinamiche dei prezzi di breve periodo, ma non gli altri fattori che influenzano la formazione del prezzo del petrolio.  Investigando sui movimenti stocastici che guidano il prezzo del petrolio Masters (2008) dimostra che la prima causa del picco del prezzo del petrolio registratosi nell’estate del 2008 debba essere individuata nella "financialization" della commodity petrolio. Contrariamente, Masters (2008) e Hamilton (2008) affermano che una bassa elasticità della domanda e il fallimento di un aumento della produzione hanno giocato un ruolo chiave in tale disequilibrio. Sostenendo l'idea di Hamilton, Stevens and Sessions (2008) osservano che non vi è alcuna evidenza empirica capace di indicare che un aumento nei prezzi del petrolio abbia le sue radici nella speculazione, e che tale ipotesi sia completamente non supportata dai rudimenti di offerta e domanda. Inoltre, essi riscontrano un andamento regolare nel livello delle riserve il quale implica che un aumento nei prezzi del petrolio non sia il risultato di una rapida speculazione, ma piuttosto la conseguenza di un minore livello di offerta e, allo stesso tempo della rapida crescita delle economie di sviluppo come anche la Cina e l'India. Essi affermano che se la priorità dei regolatori di mercato è limitare la speculazione sul mercato del petrolio, essi dovrebbero tenere i contratti futures a breve termine (uno o due mesi) riducendo i contratti futures più speculativi a sei mesi.  Focalizzandosi ancora sullo shock del 2008, Amenc ed al. (2008) sottolineano che la bassa crescita della domanda di riserve dai paesi non-OECD, la strategia dei paesi OPEC di aumentare il livello dei prezzi e la ridotta crescita nell'offerta del petrolio da paesi non-OPEC, rappresentano la più importante causa dei picchi dei prezzi del petrolio. Come riportato della Agenzia Internazionale dell’Energia di Parigi nel luglio del 2008 “Blaming speculation is an easy solution which avoids taking the necessary steps to improve supply-side access and investment or to implement measures to improve energy efficiency1.
Come già affermato in Dicembrino e Scandizzo (2011)2 il problema della speculazione finanziaria sui mercati internazionali rimane assolutamente un fenomeno al quale i policy-maker devono fornire risposte concrete ed adeguate per fronteggiare l’impatto negativo, in termini di produzione e commercio, che l’oil shock possa apportare all’output potenziale e reale. In tale direzione, politiche mirate devono essere perseguite con l’obiettivo di limitare o contenere tale fenomeno tra le quali una “Tobin Tax” sulle transazioni finanziarie (che sia applicata orizzontalmente su tutti i mercati per evitare un afflusso di risorse e quindi di transazioni finanziarie nelle piazze non soggette a tale tassazione), una maggiore trasparenza in grado di gestire l’effetto sorpresa delle news e profondi cambiamenti nella regolamentazione capaci di controllare movimenti a breve termine finalizzati a destabilizzare il mercato finanziario.

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1IEA, Medium-Term Oil Market Report, Luglio 2008.
2“A Brief Note on the Recent Oil Price Shock” with Scandizzo, P.L., published in CEIS short paper series, April 2011. (Available at: http://www.ceistorvergata.it/area.asp?a=495). 

Bibliografia
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Buyuksahin, B. Haigh, M.S., Harris, J.H., Overdahl., J.A. and Robe, M.A., Market Growth and Trader Participation in Futures Markets, CFTC-Office of the Chief Economist, Working Paper, 2008.
Dicembrino, C., and Scandizzo, P.L., The Fundamental and Speculative component of the oil spot price: A real option approach. Paper presented at the ESE Energy and Finance Conference, Rotterdam School of Economics, 5th October 2011.
Greenspan, A., Oil. Speech Presented at the National Italian American Association, 2004.
Fattouh, B., Oil market dynamics through the lens of the 2002-2009 price cycle. Oxford Institute for Energy Studies, 2010.
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Moosa, I.A., An econometric model of price determination in the crude oil futures markets. In M. McAleer, P., and Leong, K: Proceedings of the Econometric Society Australian Meeting, 3 (373-402), 1996.
Moosa, I.A., Silvapulla, P., The relationship between spot and futures prices: Evidence from the crude oil market the relationship between spot and futures prices: Evidence from the crude oil market. Journal of Futures Markets, (157-193), 1999.
Pindyck, R.S., The Dynamics of Commodity Spot and Futures Markets: A Primer. The Energy Journal, 22 (1-29), 2001.
Stevans, L.K., and Sessions, D.N., Speculation, Futures Prices and U.S. Real Price of Crude Oil. Available at SSRN: http://ssrn.com/abstract=1154686, 2008.

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