RUF

Acr. di: Revolving Underwriting Facility.Particolare forma tecnica di back-up facility, analoga alla NIF, da cui si differenzia tuttavia in ordine ai contenuti specifici dell’accordo tra banca ed affidato (modalità di utilizzo della linea di credito, eventuale assistenza e/o intervento diretto della banca nel collocamento dei titoli emessi ecc.). Consta di un contratto in base al quale un gruppo di banche si rende garante, nell’arco di un periodo di tempo compreso in genere tra i 2 e i 5 anni, del pieno collocamento nel mercato di carta commerciale fino ad un importo massimo prefissato. Si tratta, in sostanza, di un impegno assunto dalle banche partecipanti al pool ad assorbire in via residuale la carta commerciale rimasta invenduta dopo aver esperito le normali procedure di collocamento. La sottoscrizione dei titoli rimasti disponibilida parte delle underwriting banks ha luogo pro quota, ad un tasso massimo predeterminato in funzione di un parametro di riferimento cui viene applicato uno spread in aumento o in diminuzione. Il parametro più noto ed utilizzato è il LIBOR relativo alla valuta nella quale è stilato l’accordo, coincidente con la valuta di denominazione della carta commerciale emessa. In taluni casi vengono utilizzati anche il LIBID ed il limean. Il livello del tasso di riferimento e l’entità dello spread sono funzione delle condizioni di mercato vigenti al momento della stipulazione della RUF e dello standing creditizio dell’emittente. Il costo totale dell’operazione tiene conto, oltre che degli interessi lucrati dalle banche in caso di sottoscrizione della carta commerciale (che rappresenta comunque una funzione accessoria della RUF), delle commissioni riconosciute alle banche medesime in contropartita del servizio offerto, rappresentato dalla certezza della disponibilità di fondi.