RISKMETRICS

Metodologia di gestione del rischio di mercato, introdotta nel 1994 dalla J.P. Morgan, banca d’affari americana, basata sulla combinazione di una procedura analitica per la misurazione del rischio finanziario e dei corrispondenti dati statistici necessari per l’applicazione del metodo e per il calcolo del valore a rischio (VAR). Pur sottoposta a numerose critiche relative essenzialmente alle ipotesi utilizzate e alle tecniche di calcolo proposte,la metodologia di Riskmetrics si è affermata in breve tempo fino a divenire lo standard di mercatoper la misurazione del VAR. Riskmetrics considera in particolare due misure di VAR: il DEAR (Daily earnings at risk), che misura in particolare la massima perdita che può essere attesa nell’arco di 24 ore con un grado di probabilità del 95%, e il VAR che misura invece la massima perdita potenziale che può essere attesa nel periodo di tempo futuro che va dal momento della valutazione al momento di liquidazione, di ristrutturazione o di copertura della posizione a rischio. L’approccio analitico in oggetto parte dalla moderna teoria del portafoglio e dall’equazione che descrive la varianza totale del portafoglio in funzione delle varianze dei rendimenti delle attività in paniere e delle reciproche correlazioni. Alcune sempli- ficazioni, come accennato, limitano la validità dell’approccio di Riskmetrics. La prima semplifi cazione è relativa alle distribuzioni normali delle variazioni nei prezzi e nel valore del portafoglio, che consente di tradurre facilmente qualsiasi livello di confidenza scelto per il calcolo del VAR in uno specifico numero di deviazioni standard, ma ovviamente la distribuzione effettiva dei rendimenti del portafoglio può risultare anche molto diversa da quella normale. Un’ulteriore semplificazione prevede la costanza nel tempo delle volatilità e delle correlazioni stimate sulla base dei dati storici. In realtà, le variabilità e le correlazioni relative alle attività finanziarie non sono costanti nel tempo e possono cambiare anche in modo significativo, in particolare durante periodi di estrema instabilità dei mercati finanziari. Esistono diverse metodologie di calcolo delle volatilità e delle correlazioni dei fattori di rischio rilevanti. Il calcolo sulla base della media dei dati storici è il metodo più diretto, ma può condurre facilmente ad errori. Un metodo più sofi- sticato consiste nell’aggregare differenti pesi a ciascuna delle osservazioni (con pesi progressivamente decrescenti assegnati a osservazioni via via più distanti nel tempo) affidando ai dati acquisiti più recentemente un peso predominante nel calcolo del valore medio. Le due tecniche più utilizzate per calcolare i differenti pesi da applicare alle osservazioni storiche sono quella delle medie mobili esponenziali e quella dei modelli GARCH (Generalised autoregressive conditional heteroschedasticity) che stimano i diversi pesi calcolando la regressione in media delle volatilità di ciascun fattore di rischio rispetto ai movimenti storici dei prezzi. Una terza semplificazione di Riskmetrics riguarda il concetto di cash flow mapping ovvero la descrizione dei futuri flussi di cassa per ciascuna delle attività finanziarie contenute in portafoglio. Riskmetrics, infine, assume che i flussi attivi e passivi avvengano solamente in un numero discreto e limitato di punti (nodi o buckets) lungo l’asse del tempo e che siano tutti di natura deterministica, quindi certi nel loro ammontare e nel momento di manifestazione.