RISERVA SOCIETARIA

Accantonamenti di utili non distribuiti o di apporti di capitale versato dai soci in misura superiore al valore nominale delle quote e delle azioni sottoscritte. Vengono imposti dalla legge o dagli statuti della società, o disposti dall’assemblea, per assicurare la stabilità del capitale sociale, o per far fronte a eventuali perdite future. La riserva societaria può essere: nascosta se dipende dalla differenza tra il valore involontariamente attribuito in bilancio a date attività ed il maggior valore che esse potrebbero avere in seguito a stima o a realizzo; occulta o tacita se dipendente dalla sottovalutazione intenzionale delle attività sociali e dalla creazione di fondi correttivi superiori alla realtà. Riserva palese è quella indicata in bilancio insieme con il capitale sociale; è imposta dalla legge o prescritta dallo statuto della società o deliberata espressamente dai soci. Coperta o investita è la riserva che trova la sua equivalenza in una data attività (denaro, titoli, deposito in banca) vincolata per lo scopo della sua costituzione; scoperta se non trova corrispondenza in un determinato bene dell’attivo, a tale scopo vincolato, ma risulta distribuita nei vari beni considerati nel loro complesso. La riserva ordinaria, o legale è imposta da disposizioni di legge che ne prescrivono la costituzione mediante il prelevamento di una quota degli utili annuali fino a quando non abbia raggiunto un determinato livello. La statutaria è costituita in osservanza delle norme dello statuto sociale; straordinaria, invece, è quella formata su deliberazione dei soci per fronteggiare occasionali esigenze della società. Tali riserve vengono poi distinte in disponibili e indisponibili a seconda che possano essere o meno utilizzate dall’assemblea dei soci per la distribuzione di utili ai soci o per altri fini (p.e. loro imputazione a capitale). Con l’espressione fondo di riserva viene poi comunemente contraddistinta la posta di bilancio di un’impresa sociale esprimente la riserva palese. Nei bilanci di alcuni enti pubblici si chiama riserva l’avanzo finanziario risultante dalla differenza tra le entrate e le uscite finanziarie previste.