RISCONTO

Operazione finanziaria di nuovo sconto di una cambiale già scontata. Operazioni del genere possono essere compiute da chiunque. Tuttavia quando si parla di risconto ci si riferisce solitamente alla pratica di rifinanziamento delle banche da parte della banca centrale al tasso ufficiale di sconto, che è stato il più importante tasso di riferimento e di governo del mercato monetario italiano e di molti altri mercati monetari. Nel nostro Paese fino al 1998 le banche avevano la possibilità di riscontare presso laBanca d’Italia titoli con determinatecaratteristiche concernenti l’emittente, la scadenza, il settore economico di provenienza. In particolare, erano riscontabili, per l’art. 28 TUIE r.d. 28.4.1910 n. 204, cambiali aventi una scadenza non maggiore di quattro mesi e munite di due o più firme di persone notoriamente solvibili, a favore delle banche iscritte nell’albo TUBC e, sempre per una scadenza non maggiore di quattro mesi, BOT, note di pegno emesse da magazzini generali e da depositi franchi legalmente costituiti e cedole dei titoli sui quali l’Istituto stesso faceva anticipazioni. La Banca d’Italia ammetteva inoltre al risconto, alle medesime condizioni, le cambiali finanziarie di cui alla l. 13.1.1994 n. 43 (v. cambiale finanziaria), purché avallate da un soggetto, diverso dalla banca riscontataria, rientrante tra quelli previsti dal paragrafo 3 della delibera CICR 3 marzo 1994 (in G.U. 11.3.1994 n. 58). La Banca d’Italia ha cessato l’attività di risconto (come quella di concessione di anticipazioni ordinarie) dall’inizio del 1999 con il nuovo assetto della politica monetaria nella terza fase della UEM. Nel mese di aprile 1999 sono definitivamente scadute le operazioni di risconto in essere alla fine del 1998.