RISCHIO DI PORTAFOGLIO

Tipologia di rischio economico riferita non alle singole attività, contrattualmente riconoscibili, accolte nello stato patrimoniale di una banca, bensì al loro complesso, cioè al portafoglio di attività globalmente inteso. Tale nozione di rischio, derivante dalla teoria microeconomica, può essere suddivisa in due componenti: il rischio sistematico e il rischio non sistematico. Il rischio sistematico (o rischio di mercato) di un portafoglio di attività è espresso dalla sensibilità del valore economico delle attività in portafoglio rispetto all’andamento generale dell’economia ed è generalmente misurato dal coefficiente beta del portafoglio stesso. Tale rischio non è diversifi cabile, nel senso che non è eliminabile nemmeno attraverso un’idonea diversificazione delle attività. Per converso, il rischio non sistematico (o rischio specifico) è espressione del grado di correlazione reciproca esistente fra le variazioni di valore economico delle attività in portafoglio. Tale concetto mette in evidenza che il rischio associato ad un aggregato di attività non coincide necessariamente con la media ponderata dei rischi delle attività prese singolarmente. Infatti, dato che la correlazione fra i rischi delle singole attività può essere positiva, negativa o nulla (indice di correlazione variabile tra 1 e -1), il rischio di portafoglio risulta tanto inferiore alla media ponderata dei rischi delle singole attività quanto maggiore è lo scostamento dell’indice di correlazione dalla posizione positiva estrema. Un’opportuna diversificazione delle attività, quindi, perseguita secondo un criterio di correlazione negativa dei rischi singoli delle attività medesime, produce globalmente l’effetto di un miglioramento del livello di rischio del portafoglio.