RISARCIMENTO DEI DANNI

Obbligo del danneggiante di compensare il titolare di un diritto soggettivo leso, quando questi provi di aver subito un pregiudizio giuridicamente rilevante. Il danno risarcibile è soprattutto quello che si riferisce ad una lesione dell’integrità fisica della persona o del patrimonio, mentre il danno morale è risarcibile solo in particolari casi previsti dalla legge, quando, cioè, è cagionato da un fatto che costituisce reato (art. 2059 c.c.). L’obbligo risarcitorio può trarre origine da una situazione giuridica preesistente, quale un inadempimento, ed allora si parlerà di danno contrattuale; oppure da un atto illecito, cioè da una situazione giuridica nuova, ed allora si parlerà di danno extracontrattuale. Il contenuto dell’obbligo di risarcimento comprende sia il danno emergente, cioè la perdita realmente subita dal danneggiato, che il lucro cessante, cioè il pregiudizio che deriveràal soggetto leso dal mancato guadagno. Non tutti i casi di risarcimento di danni sono tutelati alla stessa maniera dalla legge. I danni che ledono l’integrità fisica di una persona vengono risarciti anche con la corresponsione di una rendita vitalizia e tutelati da particolari forme di privilegio. L’obbligazione risarcitoria ha contenuto indeterminato al momento in cui sorge l’obbligo del risarcimento, poiché il danno viene quantificato solo in seguito ad accertamenti peritali o giudiziali, dando perciò origine ad un debito di “valore” anziché di “valuta”. I soggetti dell’obbligazione (danneggiante e danneggiato) sono determinati sin dal sorgere di essa, in base ai principi della responsabilità civile. Se l’evento dannoso è determinato dal concorso di due o più persone, il risarcimento del danno è disciplinato in base alle regole della responsabilità solidale (v. obbligazione solidale). Se i titolari del diritto al risarcimento dei danni sono più di uno,tra di essi non può sorgere una solidarietà attiva, ma ognuno avrà diritto al risarcimento del proprio danno. Il modo più diffuso in cui avviene il risarcimento consiste in una prestazione pecuniaria. Un’altra forma di risarcimentoè quella in natura, quale la reintegrazione in forma specifica di uno stato di fatto modificato dal danno. Essa si può realizzare con l’adempimento di un obbligo di dare o di fare (p.e., il restauro di un oggetto danneggiato). Il creditore ha la possibilità di scegliere tra il risarcimento in natura e quello in denaro;ma il primo non deve essere né impossibile, né particolarmente oneroso per il debitore. I danni possono essere risarciti anche con la corresponsione di una indennità; ma in questa situazione, più che di risarcimento, si deve parlare di acquisto di un diritto da parte diun soggetto nei confronti di un altro. L’obbligo di risarcimento dei danni, come tutte le situazioni debitorie, può essere trasferito verso altre persone, sia per atto tra vivi (p.e., in virtù di un contratto di assicurazione o di accollo), sia per causa di morte, con la successione ereditaria. Il diritto di credito al risarcimento dei danni si prescrive entro dieci anni, salvo casi particolari, per i quali è prevista una prescrizione più breve (v. anche danno).