RISANAMENTO FINANZIARIO DELLE IMPRESE

Riassetto economico, patrimoniale e finanziario delle imprese che versano in gravi difficoltà mediante interventi di vario genere. Una forma particolare di interventi in funzione di risanamento è quella prevista dalla l. 5.12.1978 n. 787, relativa all’istituzione dei c.d. consorzi bancari, per agevolare la ristrutturazione finanziaria di grandi imprese in difficoltà. I consorzi sono costituiti con la partecipazione degli istituti di credito, a medio e a lungo termine, che esercitano il credito industriale,oltre che delle banche industriale; questi, in seguito ad autorizzazione dellaBanca d’Italia, possono associarsi in società consortiliper azioni, con durata non superiore a cinque anni e con il compito esclusivo di sottoscrivere e vendere azioni ed obbligazioni convertibili, connessi ai piani di risanamento produttivo economico e finanziario. Alla base della legge sta il proposito di consentire l’intervento del sistema bancario nel capitale di impreseche versano in condizione di grave difficoltà a causa, tra l’altro, dell’eccessivo indebitamento. La banca creditrice valuta la convenienza di intervenire finanziariamente con mezzi nuovi o attraverso la conversione di parte del creditoin capitale azionario al fine di realizzare il finanziamento dell’azienda e per questa via la tutela del proprio credito. I piani devono contenere indicazioni sui criteri di valutazione del patrimonio netto delle imprese industriali e devono essere approvati dal CIPI. Sull’attività delle società consortili vigila la Banca d’Italia presso la quale deve essere istituito un albo, al quale al quale devono essere iscritte le società consortili. La stessa Banca d’Italia poteva autorizzare le banche a consolidare, entro tre anni dall’entrata in vigore della legge citata, crediti verso le imprese industriali, prevedendone il recupero in base a precisi piani di ammortamento. Per adempiere ai compiti impostile dalla legge, la Banca d’Italia, in data 22.2.1979,ha diramato una circolare contenente le istruzioni necessarie per operare la vigilanza sulle società consortili e per le autorizzazioni ai consolidamenti previsti dall’art. 5. In essa sono contenuti gli obblighi che i promotori delle società consortili dovranno adempiere per la costituzione delle stessa, tra cui l’invio alla Banca d’Italia dello schema dell’atto costitutivo;tale autorizzazione dovrà essere presentata anche dalle istituzioni creditizie per poter assumere partecipazioni nelle società consortili o per associarsi in partecipazione (v. anche amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza).