RIPARTIZIONE DEI COSTI COMUNI

Procedimento tecnico-contabile attraverso cui si imputano a singoli prodotti o fasi di lavorazionele quote di costi comuni, generali o indiretti, in quanto si riferiscono a più attività produttive dell’impresa. La ripartizione dei costi comuni tra le varie produzioni interessate si attua, generalmente, con criteri di proporzionalità, attraverso coefficienti di imputazione riferiti a singoli elementi (valore, quantità utilizzata, costo di lavorazione ecc.), il cui insieme costituisce la base di ripartizione, o di imputazione. Esistono anche tecniche più articolate, come il centro operativo di costo che ripartisce i costi comuni dopo averli raggruppati in categorie omogenee. Il sistema tedesco si basa su una distinzione dei costi in comuni, ausiliari e principali, che, attraverso successive ripartizioni, integra quelli principalicon le rispettive quote dei comuni e degli ausiliari; i costi principali così integrati vengono poi ripartiti tra i vari elementi cui sono relativi. Qualunque sia il criterio di ripartizione adottato, le quote di costo risultanti sono ciascuna funzione delle altre. Perciò qualsiasi variazionedell’organizzazione produttiva, che comporti una nuova ripartizione dei costi comuni, farà mutare anche le quote di costo relative agli elementi non direttamente interessati alla variazione stessa. La ripartizione dei costi comuni viene quindi in generale distinta in relazione alla scelta di una (base unica) o più basi di imputazione (base multipla). L’imputazione dei costi comuni a determinati oggetti di costo comporta infatti il ricorso a valutazioni congetturali, cioè legate ad ipotesi astratte sulla scomposizione di elementi di costo che si manifestano unitariamente. Quanto appena affermato comporta la difficoltà di fare aderire la ripartizione contabile di un costo comune all’effettivo utilizzo del fattore produttivo esaminato. L’imputazione su base unica, in particolare, ha il difetto di ripartire diversi costi comuni in relazione all’utilizzo di un unico elemento (p.e. il lavoro diretto impiegato) e ciò non facilmente riflette il concorso dei fattorialla produzione.