RIFORMA TREMONTI DEL SISTEMA FISCALE STATALE

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Progetto di largo respiro avviato dal Ministro Tremonti nei primi due anni di governo al Ministero dell’economia e delle finanze con la l. 7 aprile 2003 n. 80 di delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale (collegato alla legge di bilancio per l’anno 2002).

1. La legge delega prevede, accanto a una notevolesemplificazione, la riduzione delle imposte a soli cinque tributi erariali principali, disciplinati in un unico codice. I punti salienti della riforma sono: a) la predisposizione di un codice tributario, articolato in una parte generale e in una parte speciale; b) la sostituzione dell’IRPEF con un’imposta sul reddito (IRE) applicabile in ragione di due sole aliquote (23% fino a Euro 100.000 e 33% oltre); c) la sostituzione dell’IRPEG con un’imposta sul reddito delle società applicabile in ragione di un’aliquota del 33% su una base imponibile molto diversifi cata rispetto a quella attuale, specie con riguardo ai Gruppi di imprese; d) la modifica della disciplina dell’IVA al fine di renderla piùconforme al modello comunitario; e) la graduale eliminazione dell’IRAP; f) la previsione di un’imposta sui servizi diretta a concentrare e razionalizzare in un’unica obbligazione fiscale e in un’unica modalità di prelievo taluni tributi indiretti; g) la riforma del sistema delle accinse diretta a ridurre la sua incidenza sui servizi e sui prodotti essenziali, a correggere le esternalità negative e gli impatti sull’ambiente, a eliminare gli squilibri fiscali esistenti tra le diverse zone del Paese.

2. Gli obiettivi della riforma sono: a) efficienza economica, per cui i tributi devono interferire e incidere il meno possibile nelle scelte economiche dei contribuenti; b) equità, attraverso la realizzazione di una progressività effettiva e non solo nominale; c) trasparenza politica, per cui il sistema deve garantire la certezza dei diritti e dei doveri fiscali attraverso la stabilità, la consapevolezza e la condivisione delle norme, in un rapporto di parità tra cittadino e fisco; d) semplicità, mediante la riduzione dei “costi” di comprensione e adempimento dei tributi; e) flessibilità, per cui il sistema deve poter reagire ed adattarsi ai cambiamenti economici, al fine di stabilizzare il gettito.

3. Il Governo intende realizzatore la riforma con gradualità, in forma modulare, impiegando le risorse che si renderanno di anno in anno disponibili. La l. 7.4.2003 n. 80 contiene ottodeleghe per emanare decreti legislativi di attuazione della riforma: cinque deleghe riguardano le cinque imposte fondamentali, le altre tre la promulgazione del codice fiscale, la graduale eliminazione dell’IRAP e le eventuali integrazioni e correzioni che si renderanno necessarie. Finora è stato emanato solo il d.lg. 12.12.2003 n. 344 per l’IRES. Oltre alle deleghe, la l. 7.4.2003 n. 89 prevede un’attuazione modulare della riforma attraverso la legge finanziaria per le modifiche al regime di imposizione personale e per quelle relative alla progressiva eliminazione dell’IRAP che comportano effetti finanziari e che richiedono, quindi, la copertura di eventuali oneri derivanti dai decretilegislativi di attuazione. Questa procedura è stata adoperata per il “primo modulo della riforma del sistema fiscale statale”, attuato con la legge finanziaria 2003 (l. 27.12.2002 n. 289, art. 2) che ha riguardato principalmente l’IRPEF, oltre a riduzioni delle aliquote IRPEG e IRAP, a disposizioni sul concordato fiscale e altre minori. Ulteriori assestamenti sulla via della riforma sono stati compiuti dalla legge finanziaria 2005 (l. 30.12.2004 n. 311, art. 1, comma da n. 349 a 353). In proposito v. IRPEF.