RICEVITORIA PROVINCIALE

Era la struttura preposta a riscuotere dagli esattori delle imposte dirette della circoscrizione provinciale le somme da essi dovute allo Stato, alla Regione, alla Provincia e agli altri Enti impositori per tributi o contributi. Svolgeva, quindi, nei confronti degli esattori comunali o consorziali la stessa funzione che questi avevano nei confronti dei contribuenti. In pratica l’erarioe gli enti impositori, anziché servirsi di tanti canali d’introito (con l’esigenza dei relativi controlli) per quanti erano gli esattori esistenti nella provincia, avevano un solo interlocutore nel ricevitore provinciale, il quale rispondeva dell’intero ammontare dei ruoli affidati in riscossione agli esattori. Per tale ragione il ricevitore provinciale (e non l’esattore) era considerato contabile dallo Stato e per questa suafunzione tenuto alla resa del conto giudiziale. Inoltre, il ricevitore, su richiesta dell’Amministrazione provinciale, era obbligato per legge a disimpegnare il servizio di tesoreria nei confronti dell’ente predetto. Da ciò scaturiva, oltre che per altre motivazioni inerenti alle necessarie disponibilità finanziarie, che solamente banche potessero svolgere il servizio di ricevitoria provinciale. Dal 1°.1.1990, per effetto dell’abolizione del sistema di riscossione tramite gli esattori comunali o consorziali (d.p.r. 28.1.1988 n. 43), è cessata anche la funzione del ricevitore provinciale, non più necessaria sia a causa di modifiche normative che per il motivo che il servizio di riscossione dei tributi è svolto da un solo concessionario (o al massimo due) per ogni provincia. Il servizio di tesoreria per l’Amministrazione provinciale, che era abbinato a quello di ricevitoria, continua invece ad essere gestito da banche seppure in base a un diverso rapporto con l’ente.