RENDITA DI POSIZIONE

La posizione sul territorio e il vantaggio in termini di costi di trasporto dei prodotti sul mercato o di costi sopportati dalla clientela per avvicinarsi al produttore determina una rendita di posizione per il produttore stesso. Il concetto è stato identifi- cato inizialmente per i terreni agricoli (v. rendita fondiaria) ma può estendersi a qualsiasi impresa industriale, commerciale o finanziaria. P.e. gode di una rendita di posizione il commerciante con vetrine o la banca con sportello su una via centrale frequentata rispetto a un commerciante o a una banca in posizione periferica. Lo stesso concetto si estende al di più percepito, rispetto a un profitto normale, da un produttore che si avvantaggia della sua posizione in un mercato a regime diverso dalla concorrenza perfetta e tale che consente di aumentare gli utili manovrando a seconda dei casi quantità, qualità, prezzi, utilizzando la pubblicità o particolari informazioni precluse ad altri, differenziando i prodotti, colludendo con la stipulazione di accordi (v. cartello). Rispetto ai precedenti, però, in questi il produttore è in grado di operare manovrando anche i prezzi. L’esempio limite di questa specie di rendita si ha quando l’intera offerta è concentrata nelle mani di un solo operatore, il monopolista, il quale è in grado di manovrare quantità a prezzi a suo piacimento, specialmente nel caso del monopolio assoluto. Il monopolista può quindi trascurare le preferenze (e i bisogni) dei consumatori ritardando l’immissione di prodotti nuovi e migliori, o l’adozione di processi e meccanismi che aumentano la sicurezza della produzione di beni e servizi, se i vecchi prodotti e i vecchi processi massimizzano ancora gli utili. Oppure può manovrare i prezzi in modo da rendere massimo l’utile complessivo, pur producendo a costi unitari superiori a quelli minimi economicamente possibili. Queste politiche sono applicabili con maggio sicurezza e vantaggio per il monopolista nel caso di beni a domanda altamente inelastica (prodotti necessari e senza surrogati diretti, come trasporti, acqua, energia elettrica, telecomunicazioni, sanità). Ciò spiega le legislazioni antitrust e le regolamentazioni e anche le statalizzazioni cui sono sottoposti i servizi pubblici.