RENDITA DEL PRODUTTORE

Con il marginalismo gli economisti neoclassici, a partire dagli ultimi trent’anni dell’Ottocento, il modello della rendita fondiaria è stato generalizzato a tutte le attività economiche. Alfred Marshall (1842-1924), in particolare, ha introdotto il concetto di rendita del produttore e di rendita del consumatore. Per la rendita del produttore, Marshall ordina le imprese, analogamente a quanto era stato fatto per i terreni riguardoalla fertilità, secondo l’efficienza tecnica e manageriale misurata dal grado di copertura dei costi unitari totali da parte del prezzo di mercato distinguendo le imprese inframarginali, nelle quali il prezzo eccede tutti i costi, incluso il profitto normale (salari di direzione e premi per il rischio imprenditoriale), dalle imprese marginali in cui il prezzo si aggira intorno ai costi unitari e dalle imprese extramarginali in cui l’utile netto è inferiore al profitto normale o addirittura manca (e compare in suo luogo una perdita). Nelle imprese inframarginali la differenza tra profitti normali e utile complessivo costituisce la rendita del produttore, specie di rendita differenziale derivante da speciali capacità innovative o anche solo di gestione dell’imprenditore. In regime di concorrenza perfetta l’utile di ogni impresa tende a portarsi al livello del solo profitto normale e può aversi una rendita solo per l’imprenditore innovativo, capace di introdurre nuovi procedimenti tecnici e commerciali o di organizzare meglio amministrativamente la propria impresa. Questa rendita (chiamata quasi rendita del produttore) è tuttavia temporanea. In regime di concorrenza perfetta, infatti, nel medio periodo anche gli altri imprenditori adottano le innovazioni o scompaiono dal mercato, di modo che, al termine dell’adattamento, il prezzo di mercato si livella al minor costo di produzione (comprensivo del profitto normale) dell’imprenditore innovativo, annullando la quasi rendita e riducendo l’utile al solo profitto normale. Anche in questo caso è il prezzo, sui quali il produttore non può influire, a determinare la rendita, non già a esserne l’effetto.