REGOLAMENTAZIONE DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI

Complesso dei provvedimenti intesi a disciplinare il flusso dei traffici commerciali intercorrenti fra diversi paesi. La regolamentazione degli scambi internazionali si attua sia mediante misure di politica commerciale adottate dai singoli paesi, sia mediante la stipula di accordi internazionali.Essa si è presentata storicamente, almeno in una prima fase, come un tentativo di organizzare il commercio internazionale secondo i dettami del protezionismo, per cui venne intesa come uno strumento diretto a contenere gli scambi (e quindi alternativa alla liberalizzazione degli stessi). Tale concezione ha trovato piena applicazione ancora nel periodo compreso tra le due guerre, soprattutto dall’inizio degli anni Trenta, quando la diffusione di accordi commerciali a carattere bilaterale (v. bilateralismo) portò a un progressivo isterilimento degli scambi internazionali. Le tipiche misure di regolamentazione protezionistica possono così classificarsi: dazio doganale, rivolto specificamente a proteggere la produzione nazionale e accettato anche dai liberoscambisti se diretto a favorire lo sviluppo di un’industria nascente; contingente, che si traduce in una restrizione quantitativa delle importazioni ed è, quindi, più efficace del dazio doganale; misure di politica valutaria che impongono agli esportatori di vendere la divisa ottenuta dalle loro esportazioni a un apposito ente che la rivende agli importatori per effettuare acquisti: in questo modo viene eliminata la libera contrattazione delle divise, il cui tasso di cambio viene deciso di volta in volta. Dalla fine della seconda guerra mondiale la regolamentazione degli scambi internazionali si è attuata essenzialmente con la stipula di accordi multilaterali (p.e. il GATT) e con la creazione di unioni doganali (p.e. la CEE; v. unione doganale), favorendo in questo modo la loro progressiva liberalizzazione.