REGIMI FINANZIARI

Funzione che esprime le variazioni di una determinata grandezza finanziaria rispetto al tempo e ad un altro parametro (tasso di interesse, di sconto ecc.). I regimi finanziari possono essere considerati una determinazione delle più generali leggi finanziarie. Data una generica operazione fi- nanziaria, quale, p.e., il prestito della somma C all’epoca x in cambio della restituzione della somma M all’epoca y, si definisce legge finanziaria quella funzione della variabile temporale, L(x,y), che lega il capitale anticipato C al capitale di rimborso M. In base alla L(x,y), che nell’esempio considerato definisce la legge di capitalizzazione, si avrà quindi che la somma C all’epoca x equivale alla somma M = CL(x,y) all’epoca y; la differenza M-C esprime l’interesse maturato dalla somma C nel periodo (x,y), mentre il rapporto tra l’interesse e la somma iniziale C definisce il tasso di interesse r.  Le operazioni finanziarie, oltre che dalla variabile temporale, possono essere analizzate anche in dipendenza di un altro parametro: riprendendo l’esempio precedente poniamo delle determinate condizioni circa il tasso di interesse r: avremo così una funzione delle variazioni del capitale C che, oltre a dipendere dal periodo dell’operazione (x,y), dipenderà dalle particolari condizioni relative al tasso di interesse. Questa nuova funzione esprime un regime finanziario. A seconda dei diversi comportamenti che si potranno ipotizzare circa il tasso di interesse, potremo distinguere diversi regimi finanziari: regime finanziario dell’interesse semplice, dell’interesse composto ecc. (v. capitalizzazione).