RECIDIVA

Circostanza inerente alla persona colpevole. Letteralmente significa “ricaduta” nel reato e infatti è recidivo chi, dopo aver subito una condanna penale, commette altro reato. L’art. 99 c.p. prevede tre forme di recidiva, che si distinguono sia nei presupposti, sia negli effetti giuridici. La recidiva è semplice se il reo commette un reato dopo una condanna irrevocabile per un qualsiasi reato; l’aumento di pena da infliggere per il nuovo reato è fino a un sesto della sanzione per esso prevista (art. 99, comma 1, c.p.). La recidiva è aggravata se il nuovo reato è della stessa indole (c.d. recidiva specifica) o è stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente (c.d. recidiva infraquinquennale) ovvero è stato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena oppure durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena. In tutte queste ipotesi la pena può essere aumentata fino a un terzo (comma 2, art. cit.). La recidivaè, invece, reiterata se il nuovo reato è commesso da chi è già recidivo; l’aumento di pena è fino alla metà se la precedente recidiva è semplice, fino a due terzi se la precedente recidiva è aggravata, specifica o infraquinquennale; infine, da un terzo a due terzi se la precedente recidiva è riferita a un reato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sia sottratto volontariamente all’esecuzione della pena stessa. In nessun caso l’aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo reato (ultimo comma, art. cit.).