RAPPORTO MELTZER

È il Report of the International Financial Institution Advisory Commission (IFIAC) statunitense. L’IFIAC è stata istituita nel novembre 1998 dal Congresso per studiare ruolo ed efficacia e, più concretamente, le linee di riforma di sette organizzazioni finanziarie multilaterali: FMI, BIRS e World Bank Group, Asian Development Bank (AsDB), Inter-American Development Bank (IDB), African Development Bank (AfDB), Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) e World Trade Organization (WTO). Presidenteè stato Allan H. Meltzer, professore di Political Economy alla Carnegie Mellon University. Il Rapporto è stato presentato al Congresso e al Department of Treasury l’8.3.1999 e pubblicato in edizione finale nel marzo 2000. Il Rapporto sostiene e dimostra che la Banca mondiale, il FMI e le banche regionali hanno mancato largamente la loro missione di ridurre la povertà e di mantenere la stabilità e devono,quindi, essere profondamente trasformati. Banca mondiale e banche regionali di sviluppo non muovono affatto rapidamente verso l’obiettivo di un mondo senza povertà e nemmeno verso quello minore, ma assai più realizzabile di aumentare gli standards e la qualità della vita, specialmente per le popolazioni più povere del mondo. Le proposte della Commissione per aumentare l’efficienza delle istituzionifinanziarie internazionali sono molto articolate per il FMI e le MDB. All’unanimità la Commissione ha proposto che il FMI, la Banca mondiale e le altre banche regionali di sviluppo cancellino interamente, senza chiederne il rimborso, i loro crediti verso i Paesi poveri altamente indebitati (HIPC), che si imposti una strategia realistica di sviluppo economico e sociale congiuntamente da parte della Banca mondiale e delle istituzioni regionali di sviluppo, che il FMI limiti la sua attività di finanziamento all’assistenza alle crisi di breve termine e che sia interrotta la finzione dei finanziamenti ai Paesi poveri non in grado di far fronte al rimborso. Nelle numerose altre proposte di dettaglio, talvolta assunte a maggioranza, alcune vanno ricordate. Per la Commissione Meltzer il FMI deve cessare dall’attività di finanziamento a lungo termine per l’assistenza allo sviluppo (p.e. ai Paesi dell’Africa sub-Sahariana) e per le trasformazioni strutturali (p.e. ai Paesi ex-comunisti) eliminando l’Enhanced Structural Adjustment Facility e la Poverty Reduction and Growth Facility (v. FMI). Esso deve essere ristrutturato e concentrato in una piccola istituzione con tre soli compiti: operare come quasi-prestatore di ultima istanza dei Paesi emergenti affidabili e solventi, raccogliere e pubblicare dati economici e finanziari dai Paesi membri e diffonderli in tempi e presentazioniuniformi, svolgere consulenza (ma senza potere di imporre condizioni) sulle politiche economiche dei Paesi membri. La Banca mondiale e le altre MDB devono razionalizzare la loro attività cessando da ogni intervento mirato puramente contro le crisi finanziarie e precludendosi la concessione di crediti a molte economie ormai emergenti. La razionalizzazione verrebbe riconosciuta anche dal cambiamento della denominazione della BIRS in World Development Agency e delle banche regionali in Development Agencies. Tutti i Paesi e tutti i programmi regionali in Asia e in America latina devono passare interamente sotto la competenza primaria delle banche di sviluppo regionali (AsDB e IDB). La BIRS resterebbe l’Agenzia di sviluppo competente per i Paesi europei e del Medio oriente e la fonte principale di assistenza per l’Africa fino a che l’AfDB non sarà pronta ad assumere pienamente le sue responsabilità. Il gruppo della Banca mondiale dovrà specializzarsi nello sviluppo di beni pubblici globali (prevenzione e cura delle malattietropicali, AIDS, protezione razionale delle risorse ambientali, programmi agricoli delle regioni tropicali ecc.) e nella prestazione di servizi di assistenza tecnica alle banche regionali di sviluppo. L’IFC deve essere incorporato nella BIRS (anzi nella nuova World Development Agency) e la MIGA deve essere posta in liquidazione e chiusa. Il Rapporto raccomanda, infine, che la BRI rimanga un’organizzazione internazionale di standard setting, che il Comitato di Basilea allinei più strettamente le misure di vigilanza prudenziale ai rischi di credito e di mercato e che il WTO non calpesti le sovranità nazionali e non si occupi, quindi, di politichee di regolamentazioni nazionali, in particolare in materia di servizi bancari, pratiche contabili e standards finanziari che è meglio che rimangano nella responsabilità di agenzie specializzate. Il Tesoro statunitense ha risposto articolatamente al Rapporto Meltzer con due lunghe note: l’U.S. Treasury Response to the Meltzer Report del giugno 2000 e l’U.S. Treasury Report on Implementation of Recommendations made by the International Financial Institutions Advisory Committee dell’ottobre 2001.Il Tesoro USA concorda su quasi tutte le conclusionigenerali approvate all’unanimità dall’IFIAC, ma dissente su diverse proposte di dettaglio. Esso giudica, p.e., non desiderabili e non fattibili e contrario agli stessi interessi degli Stati Uniti eliminare gli interventi delle IFI contro le crisi finanziarie e quelli per il sostegno della stabilità finanziaria internazionale, per la promozione di riforme e di sviluppo orientati verso economie di mercato e le concessioni di crediti a condizioni agevolate. Per la cancellazione dei debiti delle HIPC il Tesoro si dichiara favorevole solo verso quei Paesi che stanno effettivamente attuando strategie di sviluppo economico, ma contrario a una cancellazione generale e indifferenziata che giudica un’iniquità e un’istigazione al moral hazard. Il Rapporto Meltzer è un lavoro importante, unico del suo genere ed esemplare per l’assenza di richiami ideologici, per il costante riferimento a fatti e circostanze concrete e per il pragmatismo delle sue conclusioni.