RAPPORTO DELORS

Il Rapporto sull’unione economica e monetaria nella Comunità europea, steso dal Comitato per lo studio dell’unione economica e monetaria delle Comunità europee, è correntemente conosciuto come Rapporto Delors dal nome del presidente del Comitato (e presidente della Commissione europea dal 1985 al 1995) Jacques Delors (relatori Gunter D. Baer, Tommaso Padoa-Schioppa). Il compito assegnato dal Consiglio europeo di Hannover del 27-28.6.1988 era quello di elaborare un progetto per la realizzazione dell’Unione economica e monetaria. Il Comitato era composto dai governatori delle banche centrali nazionali della Comunità europea, da Alexandre Lamfalussy, allora Direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, dall’economista Niels Thygesen e dal Presidentedel Banco Exterior de España Miguel Boyer. Il Rapporto, consegnato ai ministri dell’economia e delle finanze al Consiglio europeo di Madrid del 28-29.6.1989, proponeva una “tabella di marcia” articolata in tre fasi per la realizzazione dell’Unione. La prima fase era intesa come preparatoria: completamento del mercato interno, riforma dei Fondi strutturali e loro allargamento per ridurre le disparità regionali, completa liberalizzazione dei movimenti di capitale (v. libertà di circolazione dei capitali e libertà dei pagamenti), rimozione di tutti gli ostacoli alla integrazione finanziaria. La seconda fase doveva realizzare un elevato grado sia di convergenza tra le politiche economiche (con l’introduzione di regole precise per limitare i deficit nazionali), monetarie ed i tassi di inflazione, sia di stabilità dei tassi di cambio e doveva concludersi con la costituzione del SEBC (SEBC) e dell’IME che doveva sostituire il FECOM. Il raggiungimento di questi obiettivi avrebbe dovuto consentire di passare alla fase finale dell’unione (terza fase), caratterizzata dall’uso dell’ECU come unica moneta e da una politica comunitaria comune e con una banca centrale europea (poi realizzata con la BCE) ormai artefice di questa politica. Le linee generali del Rapporto Delors sono state recepite e dal Trattato di Maastricht che ha istituito l’UEM stabilendone la realizzazione in tre fasi. L’accordo raggiunto nel dicembre del 1991 a Maastricht ha allungato i tempi rispetto alle ipotesi inizialmente contenute nel Rapporto Delors ed ha stabilito che, qualora non si raggiunga un accordo prima, la terza fase deve iniziare inderogabilmente il 1°.1.1999, precisando, noltre, che la costituzione del SEBC deve precedere di sei mesi l’avvio della terza fase. I termini sono stati rispettati (v. UEM).