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PRODUTTIVITA' AGRICOLA ED EFFICIENZA (Enciclopedia)

La prima definizione di produttività è il rapporto fra il rendimento e il costo delle risorse usate nel processo produttivo. In generale, gli economisti si riferiscono all’insieme dei fattori produttivi, ovvero la misura della produttività (quale rapporto tra l’insieme dei costi di produzione e le entrate) che coinvolge tutti i fattori di produzione e le entrate in presenza di una struttura complessa della redditività. Misure alternative di produttività sono conosciute come indici di produttività parziale, quali la produttività o rendita per acro, il rendimento della forza lavoro, e questi devono essere considerati congiuntamente per evitare informazioni devianti sulla produttività generale.
A volte, gli autori si riferiscono al "Produttività totale dei fattori" o "Total Factor Productivity" (TFP). Questa è definita come la quantità di servizi forniti dai fattori produttivi per unità di tempo e, in aggiunta alle produttività dei singoli fattori, una produttività totale definita come il rapporto tra un indice di output e un indice di input, media ponderata degli indici di lavoro e capitale.
Una semplice analisi della produzione dell’azienda agricola è la stima dello standard della funzione di produzione Cobb-Douglas1.
Per esplorare i fattori determinanti della TFP, si può introdurre una variabile di produttività potenziale al fine di individuare le variabili contenute nella destra dell’equazione. La formula generale è:
                       (1)
dove Q è una misura del valore di produzione dell’azienda Agricola,  è una serie di fattori di produzione come la terra, il lavoro e le risorse,  sono i coefficienti stimati di ciascun fattore (l’elasticità, se è specificata la forma logaritmica), è un vettore delle determinanti della TFP come le caratteristiche della famiglia, e è il termine di errore i.i.d. indipendente ed identicamente distribuito
La produttività agricola dovrebbe non essere confusa con il rendimento agricolo. Quest’ultimo si riferisce generalmente al modo in cui l’azienda agricola minimizza l’allocazione delle risorse per ottenere il massimo del rendimento. In economia si distinguono due tipi di rendimento: l’efficienza tecnica e l’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili. Il rendimento tecnico si riferisce al modo in cui le risorse sono combinate tra loro o utilizzate al fine di produrre il massimo ottenibile tenendo conto delle risorse impiegate. Le aziende agricole che operano sfruttando al massimo le risorse sono definite tecnicamente efficienti. Data una certa combinazione di fattori produttivi, ogni elemento è sfruttato al meglio per ottenere il massimo in termini di rendimento. Un’azienda agricola che riesce a sfruttare al massimo le proprie risorse combinandole al meglio è dunque tecnicamente efficiente ma, allo stesso tempo, ha margini di miglioramento in termini di produttività. Ma l’innalzamento della produttività dovuto a cambiamenti nel settore operazionale (cioè, un innalzamento nella produttività) non può essere raggiunto in tempi brevi, pertanto, la componente del tempo entra nella definizione di produttività. Un’analisi degli incrementi di produttività raggiunti tramite l’ammodernamento delle tecniche agricole non può prescindere da paragoni di produttività nel tempo. Questo tipo di paragoni coinvolge le quantità fisiche e le relazioni tecniche. L’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili implica la disponibilità di informazioni sui costi e i profitti, e la previsione di determinati comportamenti. 
L’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili si riferisce all’uso delle risorse (lavoro, capitale) che permettono di ottenere un determinato livello di redditività al minimo costo e con il massimo dei profitti. Perciò, l’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili indica se i fattori di produzione siano usati in modo da assicurare il massimo del profitto visti i costi delle risorse e il rendimento.
Riassumendo, in base a quanto asserisce Farrell (1957), la redditività totale deriva dal prodotto dell’efficienza tecnica e dall’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili. L’efficienza tecnica è associata alla capacità dell’azienda agricola di produrre nella produzione. Un’azienda agricola tecnicamente efficiente è capace di produrre il massimo rendimento combinando le risorse. Un’azienda agricola che è efficiente nello sfruttamento delle risorse disponibili dovrebbe essere capace di produrre il massimo della redditività combinando al meglio i costi più bassi possibile delle risorse. In altre parole, l’efficienza tecnica può essere misurata come una deviazione dalla frontiera di produzione e l’efficienza nello sfruttamento delle risorse disponibili può essere misurata come la deviazione dal minimo dei costi e il massimo dei profitti. L’efficienza totale economica è, dunque, espressa come la capacità degli agricoltori di produrre una predeterminata quantità di rendimento al minimo costo dato un preciso livello di tecnologia (Farrell, 1957; Kopp e Diewert, 1982).
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1Ulteriori più complicate e più flessibili forme di funzioni sono translog ecc
Bibliografia
Farrell, M.J. (1957) "The Measurement of Productive Efficiency." Journal of the Royal Statistical Society 120(3):253-290.
Kopp, R. J. and W. E. Diewert, (1982), "
The decomposition of frontier cost function deviations into measures of technical and allocative efficiency" Journal of Econometrics, Elsevier, vol. 19(2-3), pages 319-331, August.

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