OUTSOURCING

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Contratto atipico con cui un’impresa (cliente) trasferisce a un soggetto terzo (outsourcer) giuridicamente autonomo il compimento di una propria attività. Sovente il terzo è una società che fa parte del gruppo del cliente. L’outsourcing può avere per oggetto tutti i settori di attività d’impresa. È però specialmente praticato per le elaborazioni informatiche, il trasporto valori e molto diffuso nel settore bancario e finanziario. Se sia riconducibile al modello dell’appalto privato (artt. 1655 ss. c.c.), piuttosto che a quello del contratto d’opera (art. 2222 c.c.), o della somministrazione (artt. 1559 ss. c.c.), è questione dibattuta in dottrina. Inclina a favore della prima ipotesi il fatto che l’outsourcing presuppone di regola che l’outsourcer sia un’impresa con la relativa organizzazione, il che esclude la prevalenza del lavoro proprio che caratterizza il contratto d’opera. La natura di contratto di durata fa invece propendere a favore del modello della somministrazione, sebbene sia prevalente nell’outsourcing un’obbligazione di “dare” e non di “fare”. Per il richiamo contenuto nell’art. 1677 c.c. nulla esclude comunque di applicare le disposizioni di entrambi gli istituti dell’appalto e della somministrazione. (al) Lo scopo del trasferimento, o esternalizzazione, di attività già svolte all’interno della propria organizzazione aziendale a società e comunque a soggetti terzi giuridicamente autonomi è di contenere gli oneri finanziari e i costi di gestione e di migliorare la qualità dei servizi trasferiti. Il fenomeno, volto alla razionalizzazione delle strutture e dei processi produttivi, è particolarmente rilevante in ambito bancario e si è intensificato nel corso degli ultimi anni per la numerosità sia degli operatori sia delle funzioni coinvolte. Oltre a quelle informatiche, le attività che vengono esternalizzate nella maggior parte dei casi hanno natura ausiliaria o amministrativa, come p.e. il servizio trasporto valori, la gestione degli strumenti di pagamento elettronici, i servizi di economato e degli archivi, le attività di back-office e di custodia dei titoli. L’outsourcing riguarda talvolta anche la selezione e la formazione del personale, il ricorso a legali esterni o la promozione dei prodotti/servizi della banca, il controllo di gestione e l’attività di ispettorato/ internal auditing. Nell’ambito dell’area business, viene esternalizzata talvolta la gestione della riserva obbligatoria, l’asset management per conto della clientela, la gestione del portafoglio titoli di proprietà e il credito al consumo. Per alcune funzioni inoltre, come p.e. la pianificazione strategica, il controllo di gestione e la gestione dei rischi, l’outsourcing risulta connesso a processi di acquisizione di banche ovvero a strategie di ristrutturazione all’interno del conglomerato bancario e l’outsourcer è costituito dall’azienda capogruppo; per altre, quali le funzioni ausiliarie e contabili l’obiettivo perseguito è la razionalizzazione e la trasformazione da fissi a variabili dei costi.