OSTACOLO ALL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DELLE AUTORITA' PUBBLICHE DI VIGILANZA

L’art. 2638 c.c. (così come riscritto dal nuovo testo del Tit. XI, libro V c.c. sulle disposizioni penali in materia di società e di consorzi promulgato con d.lg. 11.4.2002 n. 61) semplifica e accorpa la disciplina di diverse disposizioni che regolavano la materia (art. 134 TUBC e 171 TUF). Il delitto (punito con la reclusione da uno a quattro anni) riguarda la condotta di amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società od enti e degli altri soggetti sottoposti per legge alle autorità pubbliche di vigilanza o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali nelle comunicazioni alle predette autorità previste in base alla legge (Banca d’Italia; Consob), al fine di ostacolare le funzioni di vigilanza (dolo specifico): a) espongonofatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dei sottoposti alla vigilanza; b) occultano con altri mezzi fraudolenti in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima. Il secondo comma dell’art. 2638 c.c. estende la responsabilità penale dei medesimi soggetti alle ipotesi in cui la condotta che ostacola l’attività di vigilanza sia meramente omissiva.