ORDINAMENTO GIURIDICO

Complesso di norme e di istituti mediante i quali viene assicurato l’ordinato svolgimento della vita sociale e dei rapporti tra i singoli (v. norma giuridica). Il concetto di ordinamento giuridico è inteso in dottrina in due modi profondamente diversi. Secondo la c.d. teoria normativa, di origine tedesca, esso sarebbe un mero insieme di norme disposte secondo un rigido ordine gerarchico facente capo ad una unica norma base fondamentale e astratta (c.d. grundnorm), la quale rappresenterebbe l’elemento di coesione del sistema. Secondo la teoria istituzionale, l’ordinamento giuridico è invece un’istituzione reale ed effettiva, composta da un corpo sociale, dalla sua organizzazione gerarchica e da un sistema normativo disciplinante il funzionamento dell’istituzione stessa. La teoria normativa è, quindi, monista, ossia ritiene che l’ordinamento giuridico sia uno solo e che si frazioni in tanti ordinamenti particolari tutti facenti capo alla norma base; la teoria istituzionale è, invece, pluralista, in quanto ritiene che ciascuna istituzione (famiglia, società, Stato ecc.) abbia un proprio ordinamento che si pone in posizione gerarchica (di superiorità, parità ecc.) rispetto agli altri ordinamenti. Recenti concezioni propongono un’integrazione delle due teorie, in quanto ciascuna di esse conterrebbe elementi necessari per identi- ficare il concetto di ordinamento giuridico. Il più evoluto e complesso degli ordinamenti giuridici è lo Stato. Accanto ad esso esistono una pluralità di altri ordinamenti, alcuni dei quali si pongono in posizione superiore (p.e. ordinamento internazionale), altri in posizione paritaria (ordinamento dei singoli Stati esteri e della Chiesa). All’interno dell’ordinamento statale si articolano altresì una molteplicità di ordinamenti minori aventi una distinta vita autonoma e le cui norme non sono interamente operanti per l’ordinamento generale (p.e. le forze armate, i singoli ministeri, gli enti pubblici, il settorecreditizio ecc.). Tali norme sogliono essere designate come “norme interne”, appunto perché sono destinate ad operare solo all’interno di tali ordinamenti e solo nei confronti dei soggetti facenti parte della relativa organizzazione.