OPZIONE

Facoltà, da esercitarsi entro un certo periodo di tempo, di comprare o di vendere qualsiasi tipo di bene, mobile o immobile, o di esercitare un diritto attribuita per legge a una delle parti o riconosciuta a questa dall’altra parte. In questo senso enerico si estende nel linguaggio comune fino a comprendere la prelazione, pattizia o legale, che si ha quando la facoltà è data a una parte al verificarsi di un certo evento (p.e. prelazione pattizia nell’acquisto di un immobile concessa al locatario in caso di vendita; prelazione legale, sempre in caso di vendita, a favore del conduttore o affittuario del fondo rustico e del conduttore di fondi urbani a uso commerciale; prelazione dei partecipanti all’impresa familiare; del creditore pignoratizio; dei creditori insinuati nel fallimento). Giuridicamente l’opzione è la clausola o convenzione (clausola di opzione, patto di opzione) regolata dall’art. 1331 c.c. con cui uno dei due contraenti (il promittente) si impegna (solitamente dietro un corrispettivo) a mantenere ferma una propria proposta ontrattuale per un determinato periodo di tempo durante il quale l’altra parte (stipulante) ha la facoltà (diritto di opzione) di accettarla o non. Applicazioni di rilievo nell’ambito finanziario sono il diritto di opzione sulle azioni di nuova emissione (art.2441 c.c.) e gli strumenti finanziari derivati denominati appunto opzioni. (gcl)

OPZIONI. Sono gli strumenti finanziari derivati (ingl., fr. e ted.: option) previsti dall’art. 1.2 lett. i) TUF. Nella forma più semplice esse attribuiscono al compratore (buyer, o holder), dietro il pagamento di un corrispettivo (premio, option premium), il diritto (non l’obbligo) di acquistare (opzione call) o di vendere (opzione put), alla o entro una data prestabilita, una quantità concordata di un’attività fi- nanziaria o reale sottostante (l’underlying) a un dato e predeterminato prezzo a termine o strike price (prezzo di esercizio; anche exercise price). L’opzione sarà esercitata da un compratore razionale solo se egli potrà guadagnare dalla differenza dello strike price rispetto al prezzo a pronti (spot price) corrente al momento dell’esercizio (v. infra sub 3). La controparte si chiama venditore (writer). Il pre- mio viene pagato all’acquisto dell’opzione e non è restituibile all’investitore, sia che l’opzione venga esercitata o non. L’opzione è un contratto nel quale, ai sensi dell’art. 1331 c.c. le parti convengono che una di loro (il writer)rimane vincolata alla propria dichiarazione iniziale e l’altra (il buyer) ha la facoltà di accettare o non accettare la dichiarazione della prima. Non c’è, dunque, simmetria tra compratore e venditore. Queste operazioni possono avere come sottostante strumenti finanziari, tassi di interesse, valute, crediti, merci e relativi indici.

1. Origine opzioni.

Contratti con opzioni sono state usate da secoli nelle transazioni mercantili e per le prestazioni di servizi. Nel settore finanziario essi sono comparsi assai più tardi e solo nell’Ottocento sono stati negoziati regolarmente in borsa nella forma di contratti a premio (v. contratti a premio). Fino al 1973 nei mercati finanziari mondiali si trattavano solo contratti a premio di questa specie. Negli USA, in particolare, queste transazioni erano di importo quasi trascurabile rispetto al volume di scambi del mercato a pronti. Le operazioni a premio erano trattate da pochi brokers specializzati e non erano molto allettanti, in quanto chi operava in borsa trovava facilmente credito in denaro (call money) o in titoli per lo scoperto (short selling) per operare sul mercato in contanti invece che su quello a termine. Nel 1973 venne aperto il mercato regolamentato del Chicago Board Options Exchange e venne pubblicato lo studio sul Black and Scholes model di valutazione di questo nuovo tipo di opzioni. Si dovette attendere, però, almeno dieci anni per la comparsa di opzioni su valute (currency options) e su tassi di interesse (p.e. gli interest rate cap), cioè fino a quando non si sono resi disponibili PC, software adeguati e capacità di utilizzarli da parte degli operatori finanziari. Il London Traded Options Market è stato aperto nel 1978, il MATIF nel 1987, il SOFFEX e l’italiano MIF nel 1988, l’IDEM nel 1994.

2. Utilità delle opzioni.

L’utilità principale della negoziazione delle opzioni è data dalla possibilità di difendersi dai rischi finanziari, o, come si dice, dalla copertura delle posizioni (hedging). In particolare l’opzione è impiegata per proteggere il valore dell’attività sottostante da future variazioni negative nei prezzi di mercato, bilanciando perdite sul sottostante con guadagni sul mercato dei derivati. Altri prodotti derivati (futures, FRA, FSA, swap) offrono anch’essi una copertura contro il rischio, inteso come probabilità di qualsiasi variazione futura di risultato, tanto sfavorevole quanto favorevole. Però tragli strumenti finanziari, le opzioni, sono gli unici in grado di fornire al compratore l’immunizzazione solo contro gli eventi sfavorevoli e di lasciare aperta la possibilità di quelli favorevoli. Il venditore, invece, resta esposto illimitatamente a tutti gli eventi sfavorevoli. Il premio è il costo di questa assicurazione. Le opzioni sono strumenti di ingegneria finanziaria versatili. La loro flessibilità ha dato origine a molti adattamenti. Un’estesa varietà di forme è impiegata nel controllo delle condizioni di rischio e si trova abbinata, talvolta nascosta, in altri prodotti finanziari. Può essere, p.e., emessa congiuntamente a un’obbligazione (obbligazione cum warrant) e prende il nome di warrant, che può essere staccato e negoziato liberamente in modo autonomo.

3. At the money, in the money, out of the money.

Un’opzione (call o put) è at the money (in sigla ATM) quando lo strike è uguale o molto vicino al prezzo corrente (spot price) del sottostante e comporta per il compratore un flusso di cassa nullo o del tutto trascurabile. In the money (ITM) è invece detta l’opzione che comporta per il compratore un flusso di cassa positivo e ciò si verifica quando il prezzo di esercizio è minore del prezzo corrente del sottostante nell’opzione call e viceversa per l’opzione put. Out of the money (OTM), infine, è l’opzione che comporta un flusso di cassa negativo per il compratore, ossia quando il prezzo di esercizio è maggiore del prezzo corrente del sottostante e viceversa per l’opzione put. Un compratore razionale esercita l’opzione solo quando comporta un flusso di cassa positivo, cioè gli consente un guadagno dato dalla differenza tra prezzo corrente e prezzo di esercizio, dedotto il premio pagato (e, a rigore, anche gli interessi sulla somma pagata come premio per il periodo in cui l’opzione è rimasta in vita).

4. Fome di contratti di opzione.

Esistono diverse distinzioni delle opzioni secondo le peculiarità che le contraddistinguono.

4.a) Opzioni americane sono quelle in cui il compratore può esercitare il diritto in qualsiasi momento fino alla scadenza; opzioni europee quelle in cui il diritto può essere esercitato solo alla scadenza. Sono le forme per così dire classiche e tradizionali di questo contratto. .

4b) Opzioni esotiche è un nome collettivo che raccoglie specie elaborate successivamente: barrier option, opzione asiatica, ladder, opzioni binarie (o digitali).

4.b.1) La barrier option differisce dalla forma tradizionale nel prezzo di esercizio: in essa vengonofissati due valori di strike, un outstrike e un in strike. Col primo si determina il livello al quale l’opzione cessa di esistere, col secondo il livello in cui l’opzione viene esercitata. Si conoscono, inoltre due forme di barrier option: la knock out optino (nella quale quando il prezzo del sottostante raggiunge un certo livello, l’opzione cessa di esistere, anche se non è ancora scaduta) e la knock in optino (nella quale quando il prezzo del sottostante raggiunge un certo livello, l’opzione inizia a esistere).

4.b.2) Le opzioni asiatiche si caratterizzano per il fatto che il loro regolamento avviene solo per differenza. Se ne conoscono due forme: l’averagestrike (in cui lo strike price è calcolato alla scadenza in base alla media dei valori assunti dal sottostante durante la durata del contratto) e l’average price (in cui lo strike price è determinato al momento della stipula del contratto e il prezzo di esercizio è fatto pari alla media dei valori assunti dal sottostante durante la durata del contratto).

4.b.3) Nel ladder se prima della scadenza dell’opzione il prezzo del sottostante supera di un certo ammontare il prezzo di esercizio, il compratore incassa la differenza tra i due prezzi.

4.b.4) Nelle opzioni binarie o digitali il compratore ha diritto di riscuotere un importo pre- fissato solo se alla scadenza (opzioni europee), o entro la data di scadenza (opzioni americane), il prezzo del sottostante si trova all’interno di un intervallo predefinito. .

4.b.5) Infine, la bermudan è un’opzione americana in cui però il diritto di esercizio è esercitabile ad alcune date soltanto. L’applicazione di questa specie di opzione si trova frequentemente nei warrant.

5. Specie negoziate.

Le opzioni aventi caratteristiche standard sono negoziate sull’IDEM e, limitatamente a quelle che hanno come sottostante titoli di Stato e tassi di interesse, sul MIF. Le caratteristiche che differenziano queste operazioni da quelle dei contratti a premio (v. contratti a premio 2) negoziati sull’MPR sono l’essere le opzioni esse stesse strumenti finanziari (della specie degli strumenti finanziari derivati, art. 1.2, lett. i, TUF) e l’essere quindi negoziabili. Inoltre sull’MPR, dove l’opzione è chiamata “facolt”à (art. 4.6.1.1 del Regolamento), i contratti non possono avere per oggetto azioni sottostanti ai contratti di opzione negoziati nell’Idem. Nell’Idem, dunque, l’attività sul sottostante si estende a tutti gli strumenti finanziari, tassi di interesse ecc., mentre sul MIF è nominativamente delimitata a pochi strumenti finanziari e sull’MPR, sempre più trascurato dagli operatori, è limitata nominativamente e negativamente rispetto all’Idem. Infine lenegoziazioni sull’Idem e sul MIF avvengono con l’interposizione della Cassa di compensazione e garanzia, che non esiste per l’MPR. L’art. 4.8.1 del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana spa (in vigore dal 22.4.2002) prevede che sull’Idem possono essere negoziati, oltre ai futures, contratti di opzione aventi come sottostante strumenti finanziari, tassi di interesse, valute, merci e relativi indici. Di fatto le opzioni oggi negoziate sull’Idem sono le opzioni su azioni, di tipo americano e il contratto MIBO 30, di tipo europeo, sull’indice MIB 30. I warrant e i covered warrant, particolari specie di opzione, sono negoziati il primo sul Mercato telematico azionario (MTA) e il secondo sul Mercato telematico dei Covered Warrant (MCW). Va ricordato che il grosso (anche il 90%) delle operazioni di opzione (e di futures) viene compiuto sull’OTC (over the counter).