OMBUDSMAN BANCARIO

Rappresenta un momento tipico di difesa del contraente debole nel rapporto banca-cliente, sorto in risposta ai limiti di tempo e di costo dei tradizionali canali di tutela delle posizioni contrattuali. La circolare ABI, che istituisce tale sistema, ne articola la struttura in due presidi: l’Ufficio Reclami, presso ogni istituto di credito, e l’Ombudsman, Organo collegiale composto da cinque Membri scelti tra soggetti qualificati in materie economiche, creditizie e giuridiche, operante a livello nazionale. L’Ufficio Reclami è competente a gestire i reclami presentati da tutta la clientela per qualunque questione derivante da rapporti intrattenuti con la banca, mentre il ricorso all’Ombudsman è sottoposto a limiti soggettivi e di valore. Può, infatti, rivolgersi a tale organo una limitata categoria di utenti bancari: esclusivamente i soggetti che, secondo la definizione fornita dalle norme sul credito al consumo, rivestono la qualifica di consumatori, avvalendosi dei servizi bancari per scopi estranei all’attività professionale o imprenditoriale eventualmente svolta; inoltre, la competenza dell’Ombudsman è circoscritta alle controversie che abbiano causato un danno al reclamante non superiore ai cinque milioni di lire. Entro tali limiti, il cliente può esperire il ricorso a tale Organo a condizione che: la controversia non sia stata già sottoposta all’autorità giudiziaria o al giudizio arbitrale; l’Ufficio Reclami non abbia tempestivamente provveduto o la sua risposta non sia stata favorevole, anche se parzialmente al cliente o, ancora, all’accoglimento del reclamo non sia seguita l’attuazione dell’Ufficio Reclami, nei tempi che il provvedimento di accoglimento deve indicare. La valutazione dell’Ufficio Reclami e dell’Ombudsman ha ad oggetto esclusivamente le modalità con cui l’ente creditizio ha gestito le operazioni, ossia una verifica della trasparenza privatistica e della corretta applicazione di regole legali e contrattuali. È, infatti, esclusa nettamente dall’area di competenza di entrambi gli Organi ogni forma di sindacato diretto ad entrare nel merito delle scelte di indirizzo e di politica gestionale della banca. L’Autorità introdotta dall’ABI, priva della natura di Organo giudiziario, adotta decisioni prive di efficacia vincolante per il soggetto reclamante, il quale è sempre libero di investire della controversia l’autorità giudiziaria, sia durante che dopo il giudizio reso dall’Ombudsman. La banca interessata, invece, conformemente agli impegni assunti con la sottoscrizione dell’accordo, è tenuta ad adeguarsi alla decisione del garante, che, pur privo di potere coercitivo, esercita un potere di “persuasione” sulla banca attraverso il deterrente della pubblicità dell’inadempienza sulla stampa, che può influire negativamente sull’immagine dell’intermediario bancario.