OBBLIGAZIONE BANCARIA GARANTITA

Le obbligazioni bancarie garantite, comunemente chiamate covered bonds, sono state disciplinate in Italia dalla l. 30 aprile 1999, n. 130 in materia di cartolarizzazione di crediti e dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35 (c.d. "decreto competitività") convertito dalla l. 14 maggio 2005, n. 80. I c.b. sono particolari titoli obbligazionari emessi dalle banche che presentano un basso profilo di rischiosità grazie alle garanzie dalle quali sono accompagnati. La caratteristica essenziale dei c.b. è l’alto ammontare di garanzie (overcollateralization) e la segregazione degli attivi di qualità primaria su cui gli investitori possono rivalersi in caso di default della banca emittente. Altre caratteristiche importanti dal punto di vista in particolare degli investitori, sono la presenza di un organo di vigilanza pubblico sugli emittenti e la fornitura di un rating per tali titoli da parte di società specializzate che di norma, per i portafogli di attivi (cover pool) a garanzia della loro emissione, è superiore a quella assegnata alle obbligazioni bancarie ordinarie dello stesso emittente. L’emissione di obbligazioni bancarie garantite tuttavia non è estesa a tutte le banche, ma vi sono specifici requisiti quantitativi da soddisfare, secondo quanto stabilito nella più recente disciplina normativa con riferimento in particolare alle Disposizioni di vigilanza emesse dalla Banca d'Italia il 17 maggio 2007. Le banche devono essere "dotate di elevata patrimonializzazione in considerazione delle specifiche caratteristiche del mercato dei covered bonds e dell’esigenza di tutelare i creditori diversi dai portatori delle obbligazioni garantite, la cui garanzia patrimoniale è attenuata per effetto della cessione di attivi bancari di elevata qualità". Le banche cui è concesso emettere c.d. ad esempio devono far parte di gruppi bancari aventi un patrimonio di vigilanza consolidato non inferiore a 300 milioni di euro e un coefficiente patrimoniale complessivo a livello consolidato non inferiore al 9% o nel caso in cui la banca non faccia parte di un gruppo tali soglie si riferiscono al patrimonio di vigilanza ed al coefficiente patrimoniale complessivo a livello individuale.Con tale intervento normativo sono stati peraltro fissati dei limiti prudenziali all’emissione dei covered bonds al fine di tutelare i creditori della banca diversi dagli obbligazionisti garantiti, in particolar modo dei depositanti dell’emittente. Infatti le garanzie che accompagnano l’emissione dei covered bonds sottraggono in sostanza attivi di qualità primaria alla garanzia dei creditori non garantiti della banca. Con il perfezionarsi delle normative nazionali l’ammontare di emissioni di covered bonds si è andato espandendo nel mercato obbligazionario europeo dove si è creato un rilevante segmento destinato a tali titoli, caratterizzato anche da una normativa specifica a livello comunitario.
Bibliografia
Galanti E.,  Marangoni M., La disciplina italiana dei covered bond, in Quaderni di ricerca giuridica della consulenza legale, Banca d'Italia, n°58, 2007.
 
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