NEGOZIO FIDUCIARIO

Negozio di alienazione in seguito al quale l’acquirente si obbliga ad esercitare il diritto acquistato (in particolare, a ritrasferirlo) con le modalità concordate con l’alienante. Esempi risalenti al diritto romano sono la fiducia cum amico e la fiducia cum creditore. Nel primo caso un soggetto trasferisce (per i motivi più vari) dei beni ad una persona di sua fiducia perché li gestisca in un certo modo e glieli restituisca in seguito. Nel secondo caso il trasferimento viene fatto al proprio creditore a scopo di garanzia, con l’intesa che i beni verranno restituiti una volta estinto il debito. Il codice civile non prevede queste due ipotesi (ritenute comunque per lo più lecite nell’ambito dell’autonomia privata) ma un’altra ipotesi in materia di testamento. Si ha, infatti, una disposizione fiduciaria quando il testatore richiede all’erede o al legatario di trasferire i beni ereditari ad un terzo. Costui non può agire in giudizio per ottenere i beni, ma la persona indicata nel testamento, se ha spontaneamente trasferito i beni al soggetto voluto dal testatore ed è persona capace di agire, non può agire per riottenerli. I negozi fiduciari hanno oggi molta importanza per il diffondersi delle c.d. società fiduciarie (v. società fiduciaria).