NEGOZIAZIONE DI COVERED WARRANT E CERTIFICATE

Il mercato di negoziazione dei Covered Warrant e dei Certificate è caratterizzato dalla presenza del market maker1, ovvero di un intermediario specializzato che si impegna a fissare un prezzo di acquisto (o bid) e quello al quale è disposto a vendere (o ask); tutti gli altri possono decidere di comprare o vendere a quei prezzi.
Il ruolo del market maker assegnato dalla disciplina italiana, è modificare continuamente i prezzi in base a ciò che accade cercando di assicurare spessore e liquidità al mercato.
In linea di principio, tuttavia, il business del market maker consiste nello sfruttare lo spread fra prezzo denaro (a cui è disposto a comprare) e prezzo lettera (a cui è disposto a vendere), che trasferirebbe sul prodotto anche delle commissioni di intermediazione (quelle tipiche del broker) nel caso in cui si trovasse a fare anche da broker. Naturalmente se ci sono molti market maker la concorrenza aumenta e lo spread denaro lettera diminuisce. In genere la presenza del market maker  si adatta al mercato dove c'è una bassa liquidità dei titoli: essendo difficile trovare la controparte è comodo avere un attore che si sostituisca al mercato fornendogli la liquidità che non ha. Il mercato italiano dei Covered Warrant e dei Certificate prevede la presenza del market marker in funzione di soggetto che fa il prezzo del prodotto e lo trasferisce alla Borsa. Le negoziazioni si svolgono secondo le modalità della negoziazione continua stabilite sul mercato e secondo gli orari che, per il SeDeX,  sono al momento così articolati:
                              
Durante la sessione di negoziazione continua i contratti vengono conclusi mediante l'abbinamento automatico delle proposte di acquisto o di vendita presenti sul book e ordinate secondo criteri di priorità di prezzo e di tempo. Il prezzo di offerta dovrebbe coincidere con il valore teorico del prodotto al momento dell’offerta; qualsiasi differenza che ponesse il prezzo a un livello maggiore rispetto a quello teorico – in un mercato perfettamente trasparente e liquido - non troverebbe una adeguata offerta; si tratterebbe, invero, di un’offerta che prevede una commissione implicita  a favore dell’offerente. Viceversa, se il prezzo fosse inferiore, l’offerente si troverebbe ad offrire un prodotto a sconto e quindi sopportando esso stesso una perdita pari appunto allo sconto. Tuttavia, la domanda del mercato ne farebbe immediatamente salire il prezzo fino a un livello pari a quello teorico. Tutti i contratti di compravendita del tipo in esame sono liquidati il terzo giorno di borsa aperto successivo alla stipulazione. Il market maker non può non esporre prezzi denaro e prezzi lettera per un periodo di tempo superiore ai 10 minuti ed è tenuto a comunicare tempestivamente alla Borsa Italiana problemi che impediscano il ripristino delle quotazioni oltre il termine dei suddetti 10 minuti. Non è previsto un limite di spread, inteso come differenza fra quotazioni denaro e lettera. Pertanto, alcuni market maker potrebbero proporre differenze significative fra i prezzi ai quali sono disposti ad acquistare e a vendere. Le negoziazioni sono sospese automaticamente quando vi sono scostamenti superiori a un certo valore fra due contratti conclusi consecutivamente.
Regole generali stabilite da Borsa Italiana S.p.A.
La Borsa Italiana prevede nel proprio Regolamento le seguenti norme di standardizzazione:
1) la parità/multiplo deve essere pari a 0,1, qualora l'attività sottostante sia costituita da azioni italiane quotate in borsa e 0,0001, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
2) il prezzo di liquidazione deve essere pari al prezzo di riferimento nel caso in cui il sottostante sia costituito da azioni italiane e al prezzo di apertura, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
3) l'esercizio della facoltà a scadenza è esclusivamente automatico nel caso in cui l'opzione sia in the money; in tal caso l'emittente è tenuto al riconoscimento della differenza positiva;
4) il limite massimo di variazione del prezzo:
- delle proposte di negoziazione rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente a +/- 900%;
- delle variazioni dei prezzi dei contratti rispetto al prezzo di riferimento a +/- 50%;
- tra due contratti consecutivi a +/- 30%.
Per quanto concerne le modalità di liquidazione dello strumento, si può avere la consegna fisica dell'attività sottostante oppure la liquidazione monetaria, quando l'attività sottostante è costituita da azioni o titoli di Stato negoziati sui mercati italiani, mentre per tutte le altre categorie di attività sottostanti è possibile avere esclusivamente la modalità di liquidazione monetaria. Per i Covered Warrant che prevedono una liquidazione monetaria, la modalità di fissazione del prezzo di liquidazione deve ridurre il rischio di andamenti anomali nei prezzi dell'attività sottostante e il prezzo di liquidazione deve essere espressione di una quantità significativa di volumi scambiati dell'attività sottostante. La liquidità al mercato viene garantita tramite l'esposizione continuativa da parte dell'emittente su tutte le serie quotate nei prezzi denaro e nei prezzi lettera, per un quantitativo almeno pari al lotto minimo di negoziazione. Tale attività di market making può essere svolta anche da un soggetto terzo incaricato dall'emittente. 
_________________________
1Per inciso si segnala che il mercato americano è tradizionalmente caratterizzato dalla partecipazione di specialist o market maker,  ovvero di soggetti che fanno da filtro tra gli investitori privati e il mercato. Sul mercato americano gli ordini vengono inviati dai privati al broker, che li trasmette al market maker. Nei mercati europei gli ordini di acquisto e vendita vengono trasmessi dagli intermediari alle borse, dove si incrociano automaticamente fra loro quando i prezzi si incontrano (mercati per questo chiamati order driven)
  
© 2011 ASSONEBB