LEASE BACK

Il termine, di origine anglosassone (da to lease: affittare), indica una sottospecie di leasing finanziario o locazione finanziaria (v. leasing) nota anche come sale and lease back, lett. vendere e riaffittare. Si tratta del contratto con il quale un soggetto, di norma un imprenditore, vende, verso pagamento del prezzo,ad un altro soggetto specializzato, impresa di leasing, un bene mobile o, più frequentemente un immobile; lo stesso bene gli viene quindi concesso in godimento dalla stessa impresa di leasing acquirente per un periodo di tempo determinato verso pagamento di un canone periodico il cui ammontare complessivo è di regola superiore al prezzo di vendita iniziale dovendo coprire anche gli interessi sul capitale impiegato, il rischio e gli utili d’impresa. Alla scadenza del contratto, che ha normalmente durata abbastanza lunga, il venditore divenuto conduttoreutilizzatore ha la facoltà di riacquistare la proprietà del bene dietro pagamento di un prezzo di riscatto, normalmente modesto, predeterminato tra le parti in rapporto alla durata del contratto ed alla somma totale dei canoni versati. Il lease back è contratto atipico e innominato, riconducibile alla figura della locazione finanziaria. Sul piano della qualificazione giuridica si ripropongono le diverse tesi formulate a proposito del leasing finanziario: dalla vendita con patto di riscatto all’ipotesi di collegamento negoziale tra due diversi contratti, un primo contratto di vendita ed un secondo contratto di leasing. Sotto il profilo della liceità del contratto si è dubitato che il lease back possa integrare una ipotesi di violazione del divieto di patto commissorio, cioè di quel patto con il quale debitore e creditore convengono che, in caso di inadempimento del primo, il secondo acquisti la proprietà della cosa data in garanzia (art. 2744 c.c.). Il lease back si presenta come contratto con funzione di finanziamento per le imprese che ne traggono, tra gli altri, il vantaggio di dotarsi della strumentazione tecnica all’avanguardia senza impegnarsi in ingenti immobilizzazioni finanziarie e, quindi, senza perdere la liquidità di impresa oltre che il vantaggio fiscale rappresentato dalla possibilità di detrarre i canoni di locazione ai fini della determinazione del reddito di impresa.