GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA

Processo che si innesca in un dato settore industriale allorché, dall’integrazione delle attività di un’impresa su basi mondiali (concentrazione globale di attività o coordinamento di attività decentrate a livello globale), derivino notevoli vantaggi in termini competitivi e la capacità di offrire un valore sul mercato in modo più efficiente rispetto alla concorrenza (basso livello dei costi) o con elementi di specificità (grado di differenziazione). Infatti le caratteristiche del processo di globalizzazione sono legate ai costi e benefici relativi alla configurazione e coordinamento globali di ogni attività dell’impresa (v. strategia globale). Fattori che possono favorire la concentrazione sono le economie di scala e il controllo della curva di apprendimento, il vantaggio comparato posseduto da determinate localizzazioni e i vantaggi di coordinamento a queste connessi. Possono invece favorire il decentramento fattori come l’esistenza di bisogni locali diversi, barriere tariffarie, facilitazioni nelle operazioni di marketing e nello sviluppo del know-how, rischi di cambio o politici ecc Il coordinamento di attività decentrate consente alle imprese di un settore di mettere a frutto il know-how, individuare anticipatamente i segnali di cambiamento, reagire allo spostamento dei vantaggi comparati per variazioni dei tassi di cambio o costi dei fattori, consolidare l’immagine di marca, servire i clienti multinazionali qualunque sia la loro ubicazione, aumentare il potere contrattuale rispetto alle autorità, rafforzare la flessibilità delle risposte competitive. L’impresa globale può distribuire le proprie attività là dove si creano i vantaggi competitivi, separandole dalla sede, tuttavia molti vantaggi competitivi (economie di scala, specifiche competenze, differenziazioni) sono legati al modo in cui vengono gestite le attività, più che al luogo. I vantaggi competitivi tradizionali tendono a essere più instabili per la diminuzione del contenuto di lavoro in molti settori, la crescente globalizzazione dei mercati delle materie prime e l’espansione delle tecnologie, per cui sono sempre più richieste capacità di conversione dei vantaggi comparati in vantaggi derivanti da un approccio globale (come hanno dimostrato le industrie giapponesi). La globalizzazione di un settore industriale può dipendere da motivi esogeni (trasferimento di tecnologie, modificazione dei bisogni, imposizioni governative, sviluppo infrastrutturale) o dalla globalizzazione di settori a valle (è il caso del settore della componentistica per auto e di quello delle automobili). Altre vie possono essere la diminuzione di costi legati alla variazione dei prodotti progettati e realizzati in un’unica unità secondo le esigenze locali, l’aumento dell’omogeneità del prodotto attraverso la progettazione di un prodotto che presenti le specificità domandate da ogni paese di rilievo, o infine l’omogeneizzazione della domanda mondiale mediante riposizionamento. Nei settori globali la leadership è detenuta generalmente dalle imprese che sono partite per prime ottenendo vantaggi in termini di scala e di apprendimento tali da rendere difficile una competizione con esse (è il caso di aziende come la IBM, la Boeing, la Kodak). Alcuni leader globali sono partiti sulla base di vantaggi detenuti nel mercato nazionale, convertendoli in vantaggi competitivi rilevanti sul piano mondiale, investendo in modo notevole nel rinnovo degli impianti e nella ricerca e sviluppo (è quanto ha fatto la Toyota). D’altra parte nuove tecnologie, che determinano modificazioni nella struttura, possono eliminare i vantaggi acquisiti e annullare la leadership globale.