GIURISPRUDENZA

Complesso delle decisioni emesse dai giudici nell’esercizio della funzione giurisdizionale, mediante l’interpretazione della legge e la sua applicazione al caso concreto. Nel nostro ordinamento, eccettuata l’ipotesi della Corte Costituzionale, la cui pronunzia di illegittimità costituzionale di una norma determina la sua inefficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione, le pronunzie dei giudici non hanno effetto al di fuori dei casi concreti in relazione ai quali sono emesse e, quindi, la giurisprudenza che ne risulta non costituisce precedente vincolante, ma ha un valore puramente indicativo e persuasivo. Ciò peraltro non toglie che tale valore, soprattutto quando si tratta di pronunzie della Cassazione, spieghi una qualche influenza concreta, specialmente per l’interesse dei giudici e degli avvocati a trarre conforto alle loro tesi o per l’interesse scientifico degli studiosi o, infine, per l’interesse dello stesso legislatore, che dalla maniera in cui i giudici interpretano e applicano le leggi può trarre spunto per colmare lacune legislative o per riformare le leggi. Le decisioni giurisprudenziali sono oggetto di numerose raccolte, pubblicate da diverse case editrici specializzate, che scelgono quelle più importanti o almeno ciò che di esse può interessare di più come precedente, provvedendo alla formazione di sunti o massime, predispongono gli indici e le voci, richiamano i precedenti e, infine, fanno seguire alle decisioni note e commenti, in cui l’insegnamento giurisprudenziale viene anche comparato con quello della dottrina.